G8, per i no global l'accusa chiede 225 anni di carcere

Dopo due anni e mezzo di dibattimento i pm hanno chiesto la condanna di 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio a Genova nel luglio 2001. La mamma di Giuliani: "Offesa e costernata"

Genova - Dopo due anni e mezzo di dibattimento migliaia di foto, decine di video, 180 testimoni fra accusa e difesa il processo contro i 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio durante il G8 del luglio 2001 a Genova è arrivato finalmente alla parte finale. I due pm Anna Canepa e Andrea Canciani nell’arco di quattro sedute hanno esaminato le singole posizioni degli imputati e oggi la Canepa ha richiesto le pene che ha definito "adeguate ai reati commessi".

Pene per 225 anni Ai 25 imputati sono stati comminati complessivamente oltre 225 anni di carcere. Con pene che variano da un minimo di 6 anni a un massimo di 16. Queste le richieste caso per caso. Marina Cugnaschi (16 anni), Alberto Funaro (15 anni), Vincenzo Vecchi (14 anni), Carlo Cuccomarino (12 anni) come Luca Finotti e dieci anni per Carlo Arcoleo.

Gli aggressori di Placanica Tra i personaggi più noti della sinistra radicale per Massimiliano Monai, colui che assalì con un’asse di legno il defender del carabiniere Mario Placanica sono stati richiesti 9 anni mentre per il pluripregiudicato Vittorio Fiandra 6. Gli altri, come si è detto, oscillano tra i 6 e i 10 anni. Pesanti anche le richieste per i due stranieri l’iraniano Tabar Firouzi a 6,6 anni e il brasiliano Fabrizio De Andare 7,6 anni.

Devastazione e saccheggio Prima della richiesta delle pene il pm Andrea Canciani ha cercato di spiegare le motivazioni delle stesse: "Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Come diciamo che alla Diaz c’è stato un massacro, oggi diciamo qui che c’è stato un reato di devastazione e saccheggio. Si tratta - ha continuato Canciani - di un reato punito severamente dal codice, che all’articolo 419 stabilisce un minimo di pena di sei anni e un massimo di 18, ebbene noi facciamo delle richieste severe, come pure saranno le altre richieste della procura negli altri processi del G8. E se facciamo tutto questo - ha concluso il pm - è perché vogliamo che i fatti che sono accaduti a Genova in quel periodo non accadano mai più".

Stupore tra i difensori Tra gli avvocati difensori la maggior parte è rimasta assai sorpresa dalle richieste. Era scontato secondo alcuni che le pene sarebbero state dure, ma non fino a questo punto. In aula non erano presenti imputati se non Vittorio Fiandra. Il presidente Marco Devoto ha chiuso l’udienza alle ore 14,30, il processo riprenderà la prossima settimana poi ci sarà una breve sospensione per la festività dei morti, infine entro il mese di novembre dovranno svolgersi le arringhe della difesa e poi la corte deciderà. Sono passati esattamente sei anni e quattro mesi dai fatti e due anni e mezzo dall’inizio del procedimento.

La mamma di Giuliani: "Offesa e costernata" "Se chi si difende da violenze ingiustificate, o ruba un prosciutto, merita 225 anni di carcere quanti se ne dovrebbero pretendere per chi ha rotto teste, denti,costole, per chi ha torturato, per chi ha ucciso?". A porre la domanda è la senatrice del Prc Haidi Giuliani, commentando in una nota la richiesta dell’accusa di condanne per 225 anni in totale ai 25 no global imputati nel processo per i fatti del G8 di Genova del 2001. "Queste richieste di condanna - spiega la madre di Carlo Giuliani - non tengono minimamente conto del contesto in cui sono avvenuti i fatti che si attribuiscono a 25 capri espiatori".