G8, nuove violenze dei black bloc ma la zona rossa regge agli assalti

Fermati e rilasciati alcuni italiani. Tra loro un dirigente di Rifondazione

Gian Battista Bozzo

nostro inviato a Gleneagles

Alle quattro del mattino i primi gruppetti hanno lasciato la cittadina di Sterling per dirigersi verso Auchterader, il villaggio a poche centinaia di metri dal Gleneagles Hotel, che ospita il summit del G8. Alcuni mascherati da clown, con parrucche rosse in testa, altri nella divisa scura degli antagonisti, alcuni a piedi, altri in bicicletta. L’obiettivo primario: forzare il blocco degli agenti intorno all’albergo per patiti di golf che da ieri pomeriggio ospita gli otto Grandi per il loro vertice annuale. Più volte, fino a sera, i manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone di oltre 4mila poliziotti intorno alla sede del summit, senza riuscirvi. Agenti a cavallo ed elicotteri hanno contrastato con decisione ogni tentativo di intrusione. A qualche centinaio di metri dalla sede del vertice, tutti gli antagonisti sono stati bloccati.
Alla fine della giornata, i circa 4mila manifestanti, anarchici, anti-global, anticapitalisti e ambientalisti più o meno violenti, fra uno scontro e l’altro con la polizia, hanno ottenuto risultati piuttosto magri: certo, hanno impegnato per ore e ore le forze dell’ordine, ma il massimo successo è stato quello di ritardare l’arrivo a Gleneagles dei pullman che ogni giorno portano centinaia e centinaia di giornalisti da Edinburgo alla sede del summit. Sono state necessarie tre ore e mezzo per percorrere i 65 km dalla capitale scozzese all’hotel che per tre giorni ospita gli otto capi di Stato e di governo delle principali potenze. Nessun intoppo invece per gli otto Grandi - Bush, Putin, Berlusconi, Chirac, Schröder, Koizumi, Martin e Blair - arrivati a Gleneagles in elicottero.
Per lunghe ore, sotto la pioggia, anti-global e agenti si sono confrontati nelle strade che portano a Gleneagles. Non sono mancate le violenze. Nella notte, manifestanti mascherati ma anche a viso scoperto, hanno infranto le vetrine di alcuni negozi di Sterling e preso a sprangate automobili posteggiate per la strada. Durante la mattinata, sempre a Sterling e nelle vicinanze di Gleneagles, alcune dozzine di violenti si sono scontrati con la polizia: il bilancio è di una sessantina di arresti e di circa venti agenti feriti: otto hanno dovuto ricorrere alle cure in ospedale. Fra i fermati alcuni italiani. Uno di loro è Federico Tommasello, dirigente dei giovani comunisti di Rifondazione, in seguito rilasciato. Cento manifestanti erano stati fermati martedì durante scontri a Edimburgo. Fra i promotori della protesta anche la madre di un giovane soldato britannico, Gordon Gentle, ucciso in Irak. «Voglio manifestare contro le bugie di Tony Blair», gridava Rose Gentle alla testa di 1.500 giovani riuniti ad Auchterader. Gli antagonisti hanno osservato un minuto di silenzio per le vittime del conflitto iracheno. Alcune bandiere americane sono state date alle fiamme.
Bandiere rosse e parrucche rosse insieme, nel verde dei prati del Perthshire, in una confusione di sigle e di intenti. Accanto al «Clandestine Insurgent Clown Army», l’esercito di insorti pagliacci clandestini, frange violente non troppo dissimili dai famigerati black-bloc. Diverse centinaia di manifestanti non hanno potuto raggiungere il Perthshire, dove si trova Gleneagles, perché bloccati dalla polizia che, in un primo momento, non aveva autorizzato la protesta nelle vicinanze della sede del G8. Così, intorno a mezzogiorno, si sono radunati in Princes Street - la strada commerciale più importante di Edimburgo - più di trecento manifestanti. «Ci hanno impedito di sfilare a Gleneagles, lo facciamo qui», hanno detto. Non sono mancati momenti di tensione: un gruppetto di attivisti ha fatto irruzione nella hall dell’hotel Sheraton, l’albergo da dove partono i bus della stampa per Gleneagles, e la polizia è stata costretta a intervenire.
Poco prima che nello stadio Murray Fields della capitale scozzese si tenesse il concerto conclusivo di Live 8, l’organizzatore Bob Geldof, insieme con la rockstar Bono, hanno incontrato Tony Blair e tenuto una conferenza stampa a Gleneagles per sollecitare i Grandi a non perdere tempo e agire a favore dell’Africa. «Tre miliardi di persone che hanno ascoltato il Live 8 ci hanno dato un mandato: chiedere a Blair di non mollare. Non fermare adesso la povertà sarebbe un gravissimo errore», ha avvertito Geldof.