G8, paura per 2500 estremisti rossi

Terza giornata di incidenti a Rostock. Pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine, 49 arresti tra gli antagonisti. La polizia: serve la linea dura

A pochi giorni dalla visita di Bush in Italia, ancora incidenti e arresti a Rostock nella terza giornata di violenze che fanno da inquietante antipasto al vertice del G8 in programma da domani nella località balneare tedesca di Heiligendamm. Un sit-in davanti all’ufficio immigrazione della città baltica, che doveva limitarsi a contestare le politiche sul diritto d’asilo, è degenerato in qualcosa di molto diverso quando un gruppo di circa 400 no-global incappucciati è tornato ad attaccare la polizia lanciando pietre e bottiglie. Gli agenti hanno effettuato una quindicina di fermi.
Più tardi circa diecimila manifestanti si sono messi in marcia verso l’area del porto di Rostock, la stessa dove sabato si sono verificati i peggiori disordini. In questa occasione la polizia è nuovamente intervenuta per far rispettare la norma che vieta di manifestare a volto coperto: 49 persone che si rifiutavano di obbedire sono state arrestate. Un fotografo è rimasto lievemente ferito.
Ma in vista dell’apertura del vertice preoccupa soprattutto il fatto che, secondo informazioni di polizia, dei circa quattromila manifestanti radunatisi attorno a un ostello per profughi a Rostock circa 2500 sarebbero estremisti di sinistra decisi a mettere in atto violenze altrettanto gravi di quelle che sabato scorso hanno portato al drammatico bilancio di circa mille feriti.
Il delicatissimo tema della sicurezza al G8 agita le acque nella politica tedesca, ma anche tra le forze di polizia. All’interno del governo di coalizione emergono inevitabilmente differenze di approccio tra i socialdemocratici, che preferirebbero attuare non meglio precisate «strategie di de-escalation» per non gettare «altra benzina sul fuoco» e i democristiani, che con il ministro dell’Interno Wolfgang Schäuble attaccano chi ha definito eccessive le misure attuate e chiedono anzi un più deciso uso della forza da parte della polizia. Schäuble chiama esplicitamente «criminali» i responsabili dei disordini di Rostock e gli fa eco la Cancelliera Angela Merkel, sua compagna di partito, che invoca «tolleranza zero contro i violenti» e difende la barriera metallica lunga 12 chilometri costruita attorno a Heiligendamm, «che non si può certo definire bella, ma che era necessaria».
Tra i poliziotti, intanto, monta la rabbia dopo essere stati oggetto delle dure aggressioni dei picchiatori no-global. Rainer Wendt, un responsabile regionale del sindacato di polizia Dpolg, lamenta che «solo in Germania viene permessa la lapidazione degli agenti» ed è arrivato a chiedere l’impiego dei proiettili di gomma contro i facinorosi. Ma il capo dell’altro sindacato di polizia GdP, Konrad Freiber, non è d’accordo. Pur ammettendo di «aspettarsi il peggio a Heiligendamm» ritiene necessari e sufficienti controlli preventivi là dove gli estremisti si radunano: «Chi ha con sé pietre, coltelli o bastoni - ha detto - dev’essere immediatamente arrestato». Poi se la prende con «gli attaccabrighe stranieri, arrivati soprattutto dall’Italia e dalla Grecia, che picchiano con mostruosa brutalità».
Ma il direttore dell’antiterrorismo italiano, Carlo De Stefano, nega, come sostiene anche l’eurodeputato di Rifondazione comunista Vittorio Agnoletto, che tra i black bloc che hanno agito a Rostock ci fossero italiani. Del resto, dei 128 fermati sabato scorso, ha precisato la polizia tedesca, solo 16 erano stranieri. E i nove ai quali è stato confermato il fermo di polizia sono due spagnoli, un ucraino, un polacco, un belga e quattro tedeschi.