G8, la poliziotta a processo senza accuse

«Nessuno l’ha vista partecipare o assistere a violenze, fisiche o verbali, sui manifestanti arrestati. Lo stesso pubblico ministero ha riconosciuto che lei è stata la prima a segnalare il “buco organizzativo” alla caserma di Bolzaneto. Eppure Anna Poggi è ancora fra gli imputati del processo». Per il dirigente di polizia (oggi a Roma, ma all’epoca del G8 commissario capo in servizio a Bolzaneto), «il pm chiederà una condanna per non aver impedito che ci fossero atti di abuso di autorità, un fatto incredibile» racconta Umberto Pruzzo, il suo legale. «La sua colpa? Essere la seconda più alta in grado nella caserma. Per questo, va sostenendo dall’inizio l’accusa, non poteva non sapere delle violenze». Per i pm non conta - insiste Pruzzo - se il suo compito era quello di occuparsi dei verbali e stava nella sua stanza, lontana da tutti. «Soprattutto, non conta che sia stata la prima a segnalare alla questura che nessuno stava vigilando sulle persone fermate o arrestate».
Bolzaneto - hanno ricordato i pm Vittorio Ranieri Miniati e Patrizia Petruzziello - doveva essere un luogo di transito veloce in attesa dello smistamento verso le carceri vicine. Dal venerdì mattina, invece, il numero di manifestanti portati alla caserma è stato sempre più consistente e lì molti sono rimasti. «Con più di una telefonata Anna Poggi ha segnalato alla questura il problema, poi risolto. Si è inoltre attivata per mettere ordine nel piazzale della caserma, dove si erano radunate le forze dell’ordine - continua Pruzzo - In udienza preliminare, il Gip l’aveva assoluta dall’accusa di aver minacciato alcune persone nel suo ufficio».
Il legale aspetta ora la requisitoria dei pm: «Se chiederanno la condanna per la mia assistita? Nulla mi fa crede purtroppo che abbiano cambiato idea».