G8, Roma è blindata per l'incubo black-bloc

Attese 10mila persone per la manifestazione no global di oggi. Nei giorni scorsi i primi blitz, già 10 antagonisti fermati.
Oltre 3mila agenti vigileranno sulla sicurezza del centro della capitale

Hanno preso il via ieri mattina a Roma, tra imponenti misure di sicurezza, i lavori del G8 della Giustizia e dell’Interno, dove le proposte italiane su lotta alla pirateria marittima e aggressione dei patrimoni mafiosi hanno trovato una favorevole accoglienza da parte dei partecipanti al vertice. Ma mentre i ministri degli Interni e della Giustizia parlavano, per le strade di Roma si registravano i primi disordini, con dieci no global fermati dopo due incursioni alla sede dell’anagrafe e davanti al ministero della Marina.

Due azioni «preliminari», entrambe rivendicate dalla «rete no G8», alla grande manifestazione in programma oggi. Un corteo che partirà alle 14 da Porta Maggiore e arriverà, salvo imprevisti, alle 20 a piazza Navona, attraversando il centro della Capitale. Gli organizzatori si attendono la partecipazione di almeno 10mila persone, che sfileranno nel centro della città, attraversando alcuni quartieri storicamente multietnici, fino a Piazza Navona.

Per l’occasione il centro della capitale sarà presidiato da 3mila tra poliziotti e carabinieri. Dopo la prova appena superata della finale di Champions League, Roma si prepara ad essere nuovamente una città blindata. Il timore maggiore per la sicurezza è quello che possano verificarsi infiltrazioni nelle manifestazioni di gruppi anarchici eversivi provenienti dall’estero.

In ogni caso, il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, si è detto tranquillo. «Non sono preoccupato per domani (oggi ndr). Finora c’è stata solo qualche piccola manifestazione di dissenso, che ben venga se è nella legalità come è garantito nella Costituzione».

Nei palazzi intanto i lavori proseguivano, all’insegna delle proposte dell’Italia: «Sul tema delle confische ai patrimoni mafiosi - ha detto il guardasigilli Angelino Alfano - il modello italiano ha rappresentato una traccia di lavoro per tutti. Su quello della pirateria, sta trovando una convergenza la nostra proposta che consiste nel fatto che si possano trovare luoghi internazionali dove combatterla».

Sul tema della confisca dei beni di provenienza mafiosa, Maroni, ricordando che l’anno scorso in Italia sono stati sequestrati 4,3 miliardi di euro - il triplo rispetto al 2007 -, ha sottolineato che questa è «la ricetta vincente» che l’Italia vuole condividere con i partner presenti al vertice.

«Sul contrasto alla criminalità organizzata in particolare, abbiamo avanzato la richiesta di condividere da parte di tutti i Paesi del G8 l’esperienza italiana di aggressione ai patrimoni mafiosi», ha detto Maroni. Il titolare del Viminale ha aggiunto che si cercherà di arrivare alla definizione di un protocollo aggiuntivo alla Convenzione di Palermo, il primo strumento individuato dopo le stragi mafiose di Capaci e via D’Amelio per la cooperazione transnazionale nella lotta alla mafia. Ieri, poi, Alfano e l’omologa francese Rachida Dati hanno dato il via all’attuazione di squadre investigative comuni per contrastare il traffico di esseri umani, di stupefacenti e di armi.