G8, scontri alla Diaz: assolti i vertici della polizia Tredici condanne per gli agenti e 16 assoluzioni

Dopo 11 ore di camera di consiglio la sentenza per l'irruzione notturna alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. Assolti Gratteri, Luperi e Calderozzi. Tredici le condanne per un totale di 35 anni e 7 mesi. Biondi: sconfitto il teorema della Procura. Grida in aula: vergogna. Il Sap: battuto chi voleva delegittimare la polizia

Genova - La sentenza al processo per i fatti in cui sono imputati 29 poliziotti tra dirigenti e agenti, per l'irruzione notturna alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 200: assolti i vertici della polizia. Durante la sentenza si sono levate grida di "vergogna". Assolti per i fatti della scuola Diaz dal tribunale di Genova i tre funzionari di vertice della polizia di stato, Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, e Gianni Luperi, oggi numero tre dell'Aisi, e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia.

Tredici condanne, sedici assoluzioni Sono stati assolti 16 dei 29 imputati al processo . Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi.

Le condanne Il tribunale ha condannato, sostanzialmente tutto il VII nucleo comandato da Vincenzo Canterini, anche se gran parte delle condanne sono state mitigate per effetto del condono. Canterini, condannato a 4 anni, è stato riconosciuto responsabile di falso ideologico e di calunnia in concorso mentre Michelangelo Fournier (2 anni di reclusione e non menzione), Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone sono stati condannati a tre anni ciascuno per lesioni personali continuate. Per l'episodio delle molotov il tribunale ha condannato Pietro Troiani (3 anni) e Michele Burgio (2 anni e mezzo) per la calunnia e per il porto illegale di armi da guerra. A tutti sono state concesse le attenuanti generiche ritenute prevalenti sulle aggravanti contestate a Fournier, Troiani e Burgio ed equivalenti per gli altri. Luigi Fazio, che è stato condannato a un mese di reclusione, è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici per un anno. Per lui il tribunale ha stabilito la non menzione. Tutti gli altri hanno avuto uguale pena accessoria per la durata delle rispettive pene. Le pene inflitte a Basili, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Stranieri, Compagnone, Troiani e Burgio sono state interamente condonate. Il tribunale ha dichiarati condonati anche 2 anni della pena inflitta a Canterini. Infine, il tribunale ha stabilito che Canterini, Fournier, Basili, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Stranieri e Compagnone siano condannati in solido e con il responsabile civile, Ministero dell' Interno, al risarcimento di tutti i danni patiti dalle parti civili.

Le assoluzioni Il tribunale ha assolto perché il fatto non sussiste Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell' Aisi, e Francesco Gratteri, capo della direzione centrale anticrimine. Per loro l' assoluzione è stata pronunciata con formula piena. Sono stati anche assolti Massimo Nucera e Maurizio Panzieri per l' episodio della coltellata ricevuta da Nucera durante il blitz nella scuola Diaz. Sia Nucera che Panzieri, accusati di calunnia, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. Assolti anche Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Con loro sono stati assolti anche Massimiliano Di Bernardini e Salvatore Gava. Alfredo Fabbroccini, l' unico per il quale i pm avevano chiesto l' assoluzione, è stato completamente scagionato. Il tribunale ha anche assolto Canterini dall' accusa di lesioni ai danni di una parte civile assieme a Fournier, Basile, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Stranieri e Compagnoni.

Biondi: sconfitto il teorema dell'accusa "E' sconfitto il teorema della procura", ha commentato a caldo l'avvocato Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani e del funzionario di polizia Alfredo Fabbrocini. Il pm non ha voluto rispondere alla domanda se farà appello alla sentenza.

Casarini, Agnoletto e Caruso attaccano i giudici "E' triste constatare che si è verificato tutto quello che era previsto: in questo paese, si è fatta un'amnistia a senso unico su Genova, nei confronti di dirigenti della polizia e del potere politico. E invece ci si è accaniti sui capri espiatori che sono i manifestanti, condannati pesantemente dallo stesso tribunale". Attacca i giudici Luca Casarini, uno dei leader del movimento che sfilò nelle strade di Genova al G8 del 2001. "Oggi è una delle giornate più tristi nella storia della Repubblica dal dopoguerra", dice l'eurodeputato di Rifondazione Comunista Vittorio Agnoletto. Una "sentenza squallida", perché "come sempre si colpiscono le pedine più insignificanti mentre si insabbiano le responsabilità politiche dei vertici della polizia", sentenzia Francesco Caruso, ex parlamentare di Rifondazione Comunista e all'epoca del G8 uno dei leader dei no global.

Casini: galantuomini al vertice della Ps "Siamo lieti che la giustizia ordinaria riconosca una verità nota a tutti gli italiani e cioé che al vertice della polizia in Italia ci sono stati e ci sono autentici galantuomini e servitori delle istituzioni. Il tentativo di criminalizzare, per i fatti del G8 di Genova, i vertici delle forze dell'ordine si è rivelato per quello che era: un'autentica persecuzione". Lo dichiara il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini.

Il Sap: battutto chi voleva criminalizzare la polizia "Il tentativo di delegittimare la polizia è stato stroncato e di questo ringraziamo i giudici sui quali abbiamo sempre riposto fiducia". E' quanto afferma il Sindacato autonomo di polizia (Sap) che ricorda come a "Genova c'era chi stava lì per difendere i cittadini e la sicurezza, mentre altri sono andati per causare violenze e devastazioni". "Si tratta di una sentenza che fa giustizia - dice il segretario Nicola Tanzi - e siamo anzi convinti che nei successivi gradi di giudizio i poliziotti condannati potranno dimostrare la loro innocenza. Su 28 imputati sono state emesse condanne, in primo grado, solo per 13 colleghi e siamo convinti che potranno dimostrare la loro innocenza". "Se così non sarà - conclude - se saranno accertate senza ombra di dubbio eventuali responsabilità, queste saranno esclusivamente personali".

"Responsabilità personali" Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dall'avvocato Marco Corini, difensore di Francesco Gratteri, capo dell'Anticrimine, assolto dal tribunale di Genova. "Mi pare - ha dichiarato - che il processo abbia dimostrato il fallimento del teorema che voleva una sorta di complotto di tutta la polizia. Ha dimostrato che ci possono essere dei violenti, che ci possono essere degli esaltati, ma che questi sono isolabili e le responsabilità sono personali e non si possono fare condanne per responsabilità istituzionali". Lapidario il commento dell'avvocato Silvio Romanelli, difensore di Vincenzo Canterini, attuale addetto all'ambasciata italiana in Romania, condannato per i fatti della Diaz. "E' una sentenza sorprendente - ha dichiarato -. Comunque le sentenze non si commentano, si impugnano".

Nell’aula, ormai completamente affollata di parti civili e pubblico, sono arrivati anche gli altri magistrati della procura di Genova: tra loro i pm del processo per i fatti di Bolzaneto, Petruzziello e Ranieri Miniati, oltre ad altri quattro che si sono occupati della Diaz. In aula c’è solo un imputato: si tratta del capo della Squadra Mobile di Parma Fabbrocini per il quale i Pubblici Ministeri hanno chiesto l’assoluzione. Tra il pubblico è presente anche il sindaco di Genova Marta Vincenzi che ha dichiarato: "Spero che con questa sera si chiuda una ferita che è rimasta aperta per sette anni. È importante che sia stata fatta una ricostruzione, quindi è un passo avanti rispetto al passato". "Rimarrò qui fino alla lettura della sentenza - ha aggiunto - è un riappropriarsi del rapporto tra i cittadini e le istituzioni".

Gli imputati Ventinove i poliziotti imputati, tra cui Giovanni Luperi, attuale capo del dipartimento di analisi dell’Aisi (ex Sisde), nel 2001 vice direttore dell’Ucigos, e Francesco Gratteri, attuale capo dell’Anticrimine, all’epoca dei fatti direttore dello Sco.

Tribunale presidiato Poche scritte sparse per la città, palazzo di giustizia animato, ma sostanzialmente tranquillo, doppi controlli in aula: così si presenta palazzo di giustizia a poche ore dalla pronunzia della sentenza sui 29 poliziotti. Il tribunale è presidiato con molta discrezione da ieri sera: stamani i cani antiesplosivo del nucleo cinofilo della polizia hanno controllato l’esterno e l’aula. I controlli all’entrata dell’aula bunker sono raddoppiati e tutti, avvocati, media e pubblico, vengono identificati e registrati. L’aula, presidiata dai carabinieri, è stata divisa in aree destinate a cineoperatori e giornalisti, parti civili e avvocati. Una transennatura isola dall’aula l’area dove si trovano gli scranni del tribunale.

Sagome in piazza Nove sagome nere di cartone, alte circa due metri, che raffigurano i poliziotti in tenuta antisommossa con il manganello tonfa impugnato alla rovescia e la scritta in rosso "Diaz", sono stati installate nel sottoportico dell’Accademia Linguistica di Belle Arti nella centrale Piazza De Ferrari a Genova. Gli artefici della performance, realizzata al termine dell’ultima udienza del processo per l’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8, sono alcuni stranieri picchiati nella scuola e che si sono costituiti parte civile al processo.