Al G8 tira aria nuova sul Clima Compromesso tra America e Ue

E ai prossimi negoziati sulla riduzione dei gas serra ci saranno anche anche Cina e India

da Rostock

Sono spuntati all’improvviso, tra le onde di un Mar Baltico molto più azzurro del solito e risplendente di sole. Uno sciame di gommoni grigi e arancioni, con tre o quattro uomini a bordo, che si dirigevano a tutta birra verso il promontorio proibito di Heiligendamm, dove sono asserragliati gli ospiti del G8.
Dalle dune di Warnemünde, cittadina balneare che pare rimasta intatta dai tempi dei Buddenbrook, turisti, giornalisti e operatori (avvertiti dagli organizzatori del blitz) hanno assistito ieri mattina a uno spettacolare inseguimento tra le barchette di Greenpeace e una vera e propria flotta di lance e motovedette della polizia, immediatamente mobilitata per bloccare l’azione dimostrativa, che voleva richiamare l’attenzione sulla lotta al riscaldamento terrestre.
Gli attivisti sono stati raggiunti e fermati ben prima dell’irraggiungibile meta. Solo uno dei gommoni arriva alla spiaggia. Gli occupanti sono subito fermati. Lo scopo pubblicitario è comunque raggiunto: in pochi minuti le immagini sono rimbalzate sulle tv di mezzo mondo, e hanno segnato la seconda giornata del summit tedesco. Ventuno i fermati, otto le imbarcazioni sequestrate, tre i feriti (due ambientalisti, che si sono lanciati in acqua innalzando un cartello con la scritta «Act Now», agite subito, e un poliziotto). Le forze dell’ordine hanno anche perquisito la nave ammiraglia di Greenpeace, Arctic Sunrise, ancorata al largo, e hanno reso inservibili i motori degli altri gommoni stivati a bordo. Dure le proteste dei responsabili dell’organizzazione, che hanno denunciato la «criminalizzazione di un’azione pacifica».
«Greenpeace chiede azioni decise per ridurre le emissioni di anidride carbonica - ha dichiarato il portavoce, Daniel Mittler - in quanto i cambiamenti climatici sono la principale minaccia globale per la pace, lo sviluppo e l’ambiente. I Paesi del G8 hanno causato la gran parte dei cambiamenti climatici, ora devono assumersi le loro responsabilità».
Ma il clima delle proteste si è andato riscaldando anche a terra, per tutta la giornata di ieri. In alcuni punti della cintura di reticolati innalzata attorno alla zona del summit si sono registrati scontri tra agenti e giovani no-global, conclusi con alcune centinaia di arresti e con diverse cariche e interventi con gli idranti per disperdere i drappelli più esagitati. Per fermare i circa 30 dimostranti che, secondo testimoni, sono riusciti ad arrivare alla recinzione dietro al posto di blocco di Hinter Bollhagen, la polizia è ricorsa a 20 elicotteri per portare sul luogo gli agenti necessari.
La notte scorsa, secondo quanto ha reso noto la polizia, sono stati fermati circa 300 dimostranti. Un centinaio avevano preso parte al blocco della strada statale B105 nei pressi di Bartenshagen, mentre altri erano a ridosso di una barricata data alle fiamme ieri mattina lungo la strada che porta a Kuehlungsborn, dove si trova il centro stampa per i 5200 giornalisti accreditati al vertice.