G8, Violante difende De Gennaro. Sinistra divisa sulla commissione

Prc incalza: "Via all’indagine parlamentare". Il ds: "Non si licenzia così il capo della polizia"

da Roma

La sinistra radicale ora alza il tiro. Non basta aver ottenuto la sostituzione del capo della polizia Gianni De Gennaro dopo l’avviso di garanzia recapitatogli per i fatti del G8. Adesso ci vuole anche una «commissione d’inchiesta» su Genova 2001. A chiederla nuovamente il ministro per la Solidarietà sociale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. «Penso che la commissione parlamentare d’inchiesta sia necessaria per tutti - ha detto a margine di un’iniziativa sull’immigrazione proprio a Genova -, a partire dalle forze di polizia che in un Paese democratico devono procedere con metodi democratici. Abbiamo difficoltà nella stessa maggioranza per riuscire ad approvarla perché molti leggono questo come un attacco alle forze di polizia ma per me non è così».
E il caso De Gennaro continua a dividere le due anime della maggioranza. Così se per Ferrero «Prodi su De Gennaro ha detto l’essenziale e cioè che cambierà lavoro», a difendere l’ormai ex capo dipartimento della pubblica sicurezza è intervenuto il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio Luciano Violante. «Non si licenzia così il capo della Polizia - ha detto ieri Violante in un’intervista alla Stampa -. Il dottor De Gennaro è il capo di una istituzione delicatissima; non può essere delegittimato in Parlamento, pena l’instabilità della Polizia». Anche l’avviso di garanzia per i fatti del G8 recapitato a De Gennaro l’11 giugno lascia perplesso Violante: «Da sei anni la magistratura di Genova sta indagando e non ha mai trovato nulla nei confronti del capo della Polizia; adesso l’avviso di garanzia per una vicenda diversa che francamente mi sembra poco credibile. Non posso immaginare che il capo della Polizia dica a un questore di dichiarare il falso all’autorità giudiziaria. Mi sembra si sia trattato di un eccesso di zelo inquisitorio».
Intanto sarà con ogni probabilità domani il giorno di Antonio Manganelli nuovo capo della Polizia di Stato. Alle 17 e 30 si riunisce infatti il consiglio dei ministri che ratificherà la destituzione di De Gennaro. Dopo il via libera della sinistra radicale a Manganelli, le attenzioni si concentrano sul nome del suo successore a vice vicario. Due i nomi in ballo, il direttore delle specialità della Polizia (stradale, ferroviaria e delle comunicazioni) Luciano Rosini e il direttore dell’Ucigos Carlo De Stefano.
«La richiesta reiterata di una commissione d’inchiesta a sei anni di distanza dai fatti del G8 - ha attaccato il capogruppo di Alleanza nazionale Ignazio La Russa - mentre sta indagando ancora la magistratura è solo l’ennesimo tentativo di coprire le enormi responsabilità di chi mise a ferro e fuoco Genova nel 2001 e di colpire le forze dell’ordine e della legalità». Per il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto «il senso di questa nuova richiesta è un nuovo violento attacco alla Polizia. Se è vero, poi, che errori sono stati commessi alla Diaz o a Bolzaneto non si possono scordare i due giorni di guerriglia cui fu sottoposta Genova precedentemente». «Ho una sensazione di déjà vu della vicenda Speciale - le parole dell’eurodeputato azzurro Antonio Tajani -. Continua infatti il tentativo da parte dei partiti della sinistra di occupare le forze dell’ordine. Hanno cominciato con la Guardia di finanza e continuato con la Polizia».