Gabelle e propaganda di sinistra

«Imposte locali, Milano la più tartassata»: così titolavano ieri eccitatissimi e addirittura in prima pagina i giornaloni «indipendenti», quelli che dedicano quotidianamente una mezza dozzina di pagine al (futuro) partito democratico, quelli che un giorno intervistano Veltroni e il giorno dopo, per par condicio, intervistano Prodi. Ebbene quella notizia è semplicemente, totalmente e tendenziosamente falsa. Secondo dati forniti dalla Confartigianato di Mestre, il totale della pressione tributaria locale a Milano è di 2.082 euro a testa, mentre a Enna, ultima in classifica, è di 604. Ma i bravi colleghi del Corriere e di Repubblica sanno benissimo che la pressione fiscale si calcola in base al reddito. Quindi, se si vuol fare una informazione corretta e non propaganda, anche il peso delle imposte locali va dato in percentuale del reddito pro capite. Che nel caso di Milano è di oltre 36 mila euro, di cui le imposte locali pagate mediamente ogni milanese sono dunque il 4,5% circa. A Enna, invece, dove il reddito pro capite è intorno ai 13 mila euro, comune, provincia e regione se ne prendono all'incirca il 5,5%. Conclusione: a Enna sono molto più tartassati che a Milano. Se i giornaloni «indipendenti» volevano dimostrare che il centrodestra predica bene contro le tasse ma poi razzola male facendone pagare troppe proprio nella «sua» Milano, ebbene hanno sbagliato completamente i conti. D'altra parte i milanesi sanno che l'Ici e le aliquote Irpef che pagano sono tra le più basse d'Italia - anche se è ovvio che vorrebbero pagare ancora meno. Stupefacente è poi la reazione della sinistra (...)