Gabetti: «La Juve non sarà abbandonata»

Pierluigi Bonora

nostro inviato a Torino

«La Juventus? Una brutta sorpresa che affronteremo, visto che il nostro mestiere è fatto anche di questo. Quando mi chiedono se noi ci ritireremo o fuggiremo a gambe levate, la risposta è che queste cose le fanno i deboli di spirito. Mentre quelli che sono forti di spirito fanno fronte alle difficoltà. Non avremo propositi faraonici, non è la prima volta che lo dico, ma cercheremo di ritornare saldamente ai fondamentali, che sono lo sport e tutto ciò che attiene alla sua organizzazione. Lo faremo puntando anche sui giorvani e non è escluso che questa nostra esperienza, e le soluzioni che cercheremo, possano essere valide anche per gli altri. Perché quello che accade a noi non è che sia estraneo a molti».
Ecco la presa di posizione di Gianluigi Gabetti, presidente dell’Ifil, azionista di maggioranza della Juve, sullo scandalo delle intercettazioni che ha travolto la società bianconera. Gabetti, insieme al vicepresidente John Elkann e ai vertici della Fiat, con il presidente Luca Cordero di Montezemolo e l’amministratore delegato Sergio Marchionne, ha partecipato ieri sera al Palasport olimpico di Torino al battesimo ufficiale del nuovo «Ducato», veicolo commerciale di punta del Lingotto. Proprio domani, tra l’altro, è in programma l’assemblea degli azionisti della holding Ifil che Gabetti si aspetta «calda». «È possibile che lo sia - risponde il presidentre Ifil al Giornale -. E noi dovremo adattarci alla temperatura. Nostro dovere sarà quello di essere esaurienti». Gabetti si è quindi soffermato sul momento positivo della Fiat: «Mi pare sia diversa dalla Fiat di un anno fa. Per noi è una grande, grossa soddisazione. Otto mesi or sono abbiamo preso una decisione (la risalita dell’Ifil al 30,06% del Lingotto, operazione tuttora al vaglio di magistratura e Consob - ndr) che ha concorso, insieme al lavoro straordinario di Montezemolo e Marchionne, affinché lo sforzo dei top manager desse i risultati auspicati. Quello che si è ottenuto va al di là di ciò che si poteva sperare di conquistare in termini di quote di mercato. Anche la Borsa ha risposto».
Nessuna preoccupazione infine, per il crollo delle azioni Fiat in questi giorni. «Ricalcano - ha concluso Gabetti - la debolezza dei mercati azionari. Oggi Fiat è vista nell’agone internazionale. Se anch’io acquisterò azioni Fiat? Non lo dirò mai, queste cose non si possono dire».
Per la nomina di John Elkann anche alla vicepresidenza Ifi, se ne parlerà probabilmente all’assemblea degli azionisti della cassaforte di Casa Agnelli.