Gabriel Garko: resto bello anche se faccio il mafioso

L’attore è il protagonista della fiction di Canale 5 «L’onore e il rispetto»

Paola Manciagli

da Milano

Riecco il Mister Fascino della tv. Gabriel Garko, guarda caso protagonista de Il bello delle donne, appena (ri)trasmesso da Rete 4, torna in una fiction che il 5 settembre aprirà la nuova lunga stagione dei serial di Canale 5. Titolo L’onore e il rispetto, una saga familiare in sei puntate ambientata a Torino tra il 1956 e il 1967. I protagonisti sono due fratelli catanesi, Tonio e Santi, rispettivamente Garko e Giuseppe Zeno, che emigrano nella Torino del boom economico. «Incontrano molte difficoltà, e reagiscono in modo diverso: Tonio, il mio personaggio, si arrocca in una certa mentalità siciliana decisamente ristretta, le parole onore e rispetto diventano la sua Bibbia. Santi invece fa suo il modus vivendi nordico, buttandosi a capofitto nel lavoro», spiega il seducente Garko.
Dopo qualche anno i due fratelli si ritrovano su barricate opposte: Tonio è diventato un potente boss, Santi un magistrato integerrimo. A fare incrociare le loro strade ci penseranno le donne: l’ambiziosa e tenace Ersilia, la madre dei due interpretata da Virna Lisi, e insieme con lei tre ragazze che hanno il volto di Serena Autieri, Manuela Arcuri, Cosima Coppola. Le citazioni sono diverse, da Rocco e i suoi fratelli, a La meglio gioventù «al Padrino, naturalmente» continua Garko. Tra abiti, acconciature e auto d’epoca, «riportiamo in tv un momento di storia di cui si parla poco, ma che io trovo affascinante» spiega l’attore. Del resto, una specie di immigrato lo è stato anche lui: da giovanissimo, per fare il cinema, lasciò Torino e si trasferì a Roma. «Quasi mi spavento quando penso quanto tempo è passato. Recitare era il mio sogno, così a 14 anni iniziai a bazzicare le agenzie. Ma presto dovetti andarmene da Torino, perché, quando ero piccolo io, il cinema era completamente assente, nonostante sia nato in quella città».
Da allora ha interpretato una decina di fiction, tra le più note Il bello delle donne che gli valse un Telegatto nel 2000. Un ruolo da bello e dannato, che conferma la sua nomea di sex symbol: occhi verdi e fisico prestante (è appassionato di body building, nuoto, equitazione e sci), basta digitare il nome Garko su Internet per trovare una sfilza di scatti da calendario: «In realtà ho posato una sola volta, per Max nel 2000, le foto che girano sono sempre quelle. Il ruolo del sex symbol te lo affibbiano gli altri, ma alla fine è divertente giocarci un po’». Oltre alla tv, ha fatto anche teatro con Luca Ronconi. «Lo spettacolo durava quattro ore, si intitolava Quel che sapeva Maisie, di Henry James, con Mariangela Melato, lo abbiamo portato in tutta Italia. Ora il Teatro di Genova mi ha proposto di fare un musical, ma il mio sogno resta sempre il cinema, o la fiction, che considero il cinema del futuro». E in questo settore un certo curriculum inizia a vantarlo. Ha esordito nel 1998 in Paparazzi di Neri Parenti, nel 2000 è stato nel cast de Le fate ignoranti di Ozpetek, l’anno dopo è stato un ufficiale nazista in Senso 45 di Tinto Brass e infine Zeffirelli lo ha voluto per il ruolo di un giovane cantante lirico in Callas Forever.
La sua scalata al successo è stata lenta, dice, ma sempre in crescendo. Non è d’accordo con quanti sostengono che gli interpreti delle fiction sono sempre gli stessi, e che, per chi non è nel giusto giro, le porte sono chiuse a priori. «Il problema, piuttosto è che gli attori, quelli veri che hanno fatto la gavetta, sono proprio pochi. Io ultimamente mi sono un po’ defilato, ma per mia volontà. Non faccio questo mestiere per apparire in tv a tutti i costi, così rifiuto le parti che non mi convincono fino in fondo. L’onore e il rispetto mi ha entusiasmato subito, sul set l’atmosfera era ottima, anche con il regista Salvatore Samperi, e io ho rubato tutto quello che ho potuto dai grandi come Virna Lisi e Giancarlo Giannini, anche lui nel cast».
Sui suoi rapporti con altre colleghe che hanno recitato nella fiction le pagine di gossip hanno molto ricamato. «Con Serena Autieri ho vissuto in precedenza una lunga e intensa storia d’amore, ci siamo lasciati dopo le riprese di L’onore e il rispetto. Riguardo a Manuela Arcuri, la stimo moltissimo, e sono veramente dispiaciuto che le attribuiscano continuamente flirt infondati. La trovo una persona splendida. E preferisco non aggiungere altro». Almeno per il momento.