Gabriel Garko, un supercattivo che fa scappare la Arcuri

"Il peccato e la vergogna" è ambientato nella Roma occupata dai tedeschi. L’attore: "Ho un ruolo davvero malvagio"

E poi dice che il fisico non conta. Immaginatevi un bello e maledetto con la mascella poderosa e lo sguardo in tralice di Garbiel Garko. Poi figuratevi una ruspante popolana dalle generosità curvilinee e gli occhi acqua-marina di Manuela Arcuri. Ecco: avete un’idea de Il peccato e la vergogna: impetuosa serie tv - un po’ melodramma alla Matarazzo, un po’ fumettone - che dopo l’anteprima al RomaFictionFest, a settembre vedremo in sei puntate su Canale 5. «In questa serie c’è molto del cinema italiano più popolare fra i 40 e 50 - ammette il produttore Alberto Tarallo -; ma il centro di questa nuova fiction sono due divi d’oggi: Gabriel e Manuela». I quali non hanno dubbi, sul tradizionale cotè tutto sangue e passione dei rispettivi ruoli.

«Mi auguro che il pubblico odierà il mio personaggio quanto l’ho odiato io», dichiara Garko parafrasando il cattivissimo James Cagney. «Io spero invece che il mio esprimerà la determinazione delle donne nei momenti più bui della storia», aggiunge la Arcuri, quasi pensasse a certe mitiche eroine stile Magnani o Loren. E a giudicare dal visibilio popolare che a Roma ne ha accolto la proiezione in anteprima gratuita, Il peccato e la vergogna promette di realizzare i già altissimi ascolti dei consimili L’onore e il rispetto o Il sangue e la rosa, diretti da colui che anche stavolta avrebbe dovuto firmare la regia: Salvatore Samperi. «L'idea della nuova serie è stata sua - spiega Giancarlo Scheri, direttore della fiction Mediaset -, la sua scomparsa ha consegnato il progetto ai registi Luigi Parisi e Alessio Inturri. Ma Il peccato e la vergogna resta comunque uno degli eventi di punta della stagione Mediaset: per l’appeal dei protagonisti, certo, ma anche per il valore di denuncia storica che contiene».

Interpretata anche da Giuliana De Sio, Massimo Venturiello, Eva Grimaldi e Marisa Berenson la storiona intreccia infatti passioni familiari a drammi bellici. Nella Roma della fine degli anni 30, il cattivissimo Nito (Garko) s’invaghisce della popolana Carmen (Arcuri); ma dopo un’iniziale infatuazione la ragazza si ritrae spaventata dalla malvagità di lui, e ne subisce così la testarda persecuzione, attraverso tutti gli accadimenti del periodo: dallo scoppio del conflitto, all’occupazione tedesca, fino alla liberazione. Sullo sfondo, il dramma di un’altlocata famiglia di ebrei, perseguitata dalle leggi razziali. «Quel che di cattivo un uomo non potrebbe fare neppure in una vita, io l’ho fatto in sei mesi - scherza Garko - e non voglio neppure augurarmi di essere risultato troppo convincete. Finirei per far credere a qualcuno di essere veramente così malvagi». «Nella mia carriera di cattiva ragazza invece, curiosamente non avevo ancora interpretato una prostituta - considera Giuliana De Sio -; vi assicuro che questa è una delle più cattive che potessero capitarmi».