Gabriel María de Benifayó e Carmelo Sastre Sastre

José María Mompó Sanchis nacque nel 1866 a Benifayó, dalle parti di Valencia. Dopo qualche anno di scuola si impiegò come falegname. Aveva venticinque anni quando seppe che a Valencia il b. Luís Amigó aveva fondato la congregazione dei Terziari Cappuccini. Volle subito farne parte e nel 1889 ne vestì l’abito col nome religioso di fratel Gabriel María da Benifayó. Con gli anni girò quasi tutti i conventi della congregazione, facendo l’economo e, naturalmente, il falegname. Era nel convento di Godella, vicino a Valencia, nel 1936, quando i rivoluzionari lo costrinsero a scappare. Aveva già settant’anni e, non sapendo dove altro andare, tornò al suo paese, rifugiandosi in casa di una nipote. Ma i miliziani finirono col trovarlo. Lo chiusero in carcere, dove già stavano sei sacerdoti. Poi, dopo una lunga marcia notturna, il gruppetto fu portato in località La Coma e fucilato. Carmelo Sastre Sastre aveva quarantasei anni ed era di Pego, in provincia di Alicante (ma facente parte dell’arcidiocesi di Valencia). Dopo gli studi in seminario, nel 1919 venne ordinato sacerdote. Fu nominato coadiutore nella parrocchia di Los Santos Reyes a Villalonga, dove aprì una scuola elementare gratuita nella propria casa e fondò anche una banda musicale. Nel 1926 dovette pure far da cappellano nel Collegio San José di Valldigna. Nel 1936 ebbe finalmente una parrocchia tutta sua a Piles ma era già troppo tardi. La Seconda Repubblica spagnola era in mano agli anarco-comunisti e anche don Carmelo finì al «paseo». I miliziani lo fucilarono a Palma di Gandía.