Gaddino e le zanzare

Gad Lerner, negli ultimi due giorni, ha dedicato un’intera puntata de L’infedele ai cani e ai gatti (quattro hanno anche visto la trasmissione) e poi ha scritto un intero editoriale su La Stampa per lamentarsi che la sua cascina del Monferrato è piena di zanzare. E la rubrica potremmo anche chiuderla qui: solo la lettura integrale del citato editoriale potrebbe rendere l’idea della disinvoltura con cui Gad Lerner usa i giornali per trasformare gli straca(censura) suoi in calamità nazionali. È fantastico. Lui non parla di zanzare: lui paventa che «la politica inacidisca recidendo i suoi legami con il territorio» e nondimeno che «si concretizzi il rischio della dissipazione del patrimonio turistico, culturale, eno-gastronomico di una delle contrade più belle del Piemonte». Cioè: d’estate le zanzare si mangiano vivo Gad Lerner, ma il problema è che «la piaga svuota gli agriturismi, i ristoranti, i festival» eccetera. Posto che le zanzare stanno al Monferrato come il caldo sta al Sahara, il problema è che la Regione latita, spiega Lerner: con l’aggravante che a guidarla è il centrosinistra di Mercedes Bresso. «Mi diedi da fare per la sua elezione, un anno fa», ha scritto. Questa ingrata. «Dalla mie parti», ha concluso Lerner, «nel 2005 lei conquistò la maggioranza. Il mese scorso invece ha vinto il centrodestra con percentuali schiaccianti». Per via delle zanzare. Hanno votato Berlusconi.