Gaffe del premier sul «Corriere»

Roma. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ieri è tornato sulla questione Chiesa-evasione fiscale. In una lettera al Corriere della Sera a sostegno della sua tesi, secondo la quale i sacerdoti, nell’omelia, debbono invitare i fedeli all’obbedienza fiscale, il premier ha attribuito il richiamo all’obbedienza nei confronti dei padroni, «quoque discolis» (anche a quelli severi, ndr) alla Lettera di San Paolo ai Romani. Il Professore però è caduto in un’imbarazzante gaffe, visto che la frase non è di San Paolo ma è riportata nella Prima Lettera di San Pietro ai Romani, nella quale peraltro vi è scritto etiam, non quoque.