Gagliardi: «Uno spreco lasciare Genova Parcheggi fuori da Amt»

Se Ami - nel senso di «Azienda mobilità e infrastrutture» - tornasse davvero in Amt - nel senso di «Azienda mobilità e trasporti», eterno buco nero nel bilancio del Comune -, perché lasciar fuori dall’operazione-dietro front la società Genova Parcheggi, che da Ami attualmente è controllata? Se lo domanda il consigliere comunale di Forza Italia Alberto Gagliardi, che per sciogliere il dubbio s’è rivolto direttamente al sindaco Marta Vincenzi con un’interrogazione che troverà riscontro in uno dei prossimi consigli comunali o avrà risposta, si presume, da parte del vicesindaco con delega alla Mobilità, Paolo Pissarello. Questione non di poco conto, in ogni caso, visto che riguarda una struttura societaria forte (si fa per dire) di 93 dipendenti che si occupa «della gestione dei parcheggi e di altre realtà connesse alla tematica della sosta in città». In particolare, Genova Parcheggi Spa, azienda pubblica creata dal Comune nel novembre 1995 e partecipata dall’Automobile Club, progetta e realizza interventi nel settore della mobilità e della sosta, assommando competenze che si estendono dalla gestione di 11mila posti auto nelle zone della BluArea alla progettazione e realizzazione del Piano della Sosta cittadino e agli interventi disposti dalla civica amministrazione in materia di sosta, oltre alla progettazione e realizzazione di parcheggi e sistemi di controllo automatizzati delle aree di sosta.
Lasciare che Genova Parcheggi resti autonoma è un’assurdo, sottolinea Gagliardi, ed è soprattutto uno spreco di pubblico denaro: «Se n’è parlato - spiega il consigliere comunale azzurro - in occasione del recente dibattito nella Sala rossa di Tursi, quando venne ipotizzato che le attività di Genova Parcheggi potessero essere conferite all’azienda di trasporto pubblico locale, con conseguente eliminazione di una costosa struttura che governa una unità di meno di cento dipendenti». Se invece la società fosse conferita in Amt, «un primo risultato positivo dell’accorpamento potrebbe essere la diminuzione del pesante corrispettivo annuale che il Comune versa a Amt a fronte del servizio prestato». Ma ci sono anche altre ragioni che inducono, a giudizio dell’ex sottosegretario agli Affari regionali, a essere favorevoli all’accorpamento di Genova parcheggi in Amt: «Maggiori garanzie, ad esempio - aggiunge Gagliardi - di una gestione almeno parzialmente privata con relativa e più stringente logica economica; conduzione più ottimale dei problemi connessi alla gestione del trasporto pubblico e degli spazi, e al rispetto delle soste; infine, una più facile ricollocazione degli autisti Amt non più abili alla guida dei mezzi che, invece di appesantire improbabili ruoli impiegatizi, potrebbero più proficuamente essere utilizzati nelle attività connesse ai parcheggi».
Tanti buoni motivi, insomma, per suggerire (e forse spingere molto di più) per un ingresso di Genova Parcheggi in Amt «che avrebbe complessivamente un risultato positivo per le casse comunali e pertanto per le tasche dei cittadini genovesi». Oltre tutto, insiste Gagliardi, un polo della mobilità privata dove collocare la società sembra di «complicata realizzazione e rischierebbe una diminuzione delle risorse» a disposizione di Tursi. Resta il fatto che l’affidamento diretto da parte del Comune di Genova Parcheggi a Amt possa «cozzare con la presenza in questa società di un socio privato». Ebbene, conclude Gagliardi, eventualmente questo fatto «non potrebbe esimere l’amministrazione dall’effettuare una gara di vendita». Tutto fuorché veder sprecare altri soldi in operazioni velleitarie: «Doveroso adesso che la signora sindaco risponda e, soprattutto, si dia da fare per decidere».