Il galà benefico di Madonna fa il pieno di fondi e polemiche

«Non mi basta la vostra firma su un assegno, voglio che ci mettiate il cuore sentendo la causa del Malawi come la sento io». Quando Madonna ha pronunciato queste parole nel giardino delle Nazioni Unite che ha ospitato la cena di beneficenza organizzata da Gucci a favore di Raising Malawi e Unicef, è esploso un applauso interminabile. Sono stati raccolti 7 milioni di dollari tra vendita dei 600 posti a tavola, donazioni e aste. Per aggiudicarsi il privilegio di un tour in compagnia di Madonna, Gwineth Paltrow e il personal trainer delle dive, la spogliarellista Dita Von Teese, moglie separata di Marilyn Manson, ha sborsato 600mila dollari. Gwineth Paltrow si è aggiudicata per 485mila dollari un super viaggio alle Maldive, mentre un’anonima miliardaria ha offerto 350mila dollari per un pacchetto che comprende un incontro nello spogliatoio con il campione degli Yankees Alex Rodriguez e un’ora di calcio in campo con David Bechkam a Los Angeles. Il pubblico è apparso toccato dai filmati sui 15 milioni di orfani a causa dell’Aids, un milione dei quali vive in Malawi. Ma la fondazione Raising Malawi è stata creata da Madonna con Michael Berg, co-direttore del Kabbalah Centre, di cui la diva è l’adepta più celebre. Da qui la polemica che sta infiammando New York. In un articolo pubblicato da Fox News si sostiene che i soldi raccolti per lo sfortunato staterello africano e per l’Unicef andrebbero invece a rimpinguare le casse dell’associazione religiosa imputata anche d’inviare i propri emissari in Malawi per far proselitismo. La portavoce della star, Liz Rosemberg, ha subito smentito. Altrettanto ha fatto il gruppo Gucci, accusato tra l’altro di sfruttare una tragedia umanitaria e un luogo simbolico come l’Onu per lanciare il nuovo megastore del marchio sulla Quinta strada: «È tutto falso, le donazioni andranno alla fondazione che è separata da ogni organizzazione religiosa. Il ricavato della serata aiuterà gli orfani, i bambini malati di Aids e c’è in programma anche la costruzione di una scuola femminile in Malawi».