Galan: «La Ardant è filobrigatista. Non la vogliamo»

Ieri Fanny Ardant sul Corriere ha definito Renato Curcio «un eroe» e il fenomeno Br «uno stato passionale» provocando una valanga di polemiche. Ora, dopo le sue indulgenze verso le Brigate rosse il governatore del Veneto Giancarlo Galan non vuole più l’attrice alla Mostra del cinema. «Questa signora - scrive Galan in una lettera inviata idealmente al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - è bene sappia che farebbe cosa davvero gradita se volesse farci il piacere di non venire a Venezia. Dal Veneto, da una regione dove fino a qualche mese fa operavano pericolosi gruppuscoli terroristi, non possiamo non dirci profondamente turbati dopo aver letto le pagine di un quotidiano che dovremmo ogni giorno chiamare autorevole. Si tratta di pagine da cui trasudano indulgenza e più di una ambigua espressione di solidarietà con la brigatista Marina Petrella e con la sua famiglia. Il quotidiano, nel dare ampio spazio alla cattura della Petrella, non sembra essersi reso conto di un modo di fare informazione che a me è apparso irresponsabile. Quelle pagine dovrebbero convincere più di qualcuno a chiedere scusa alla memoria di chi è stato ucciso e alle loro famiglie». La Ardant al Corriere ha dichiarato: «Ho sempre considerato il fenomeno Br molto coinvolgente e passionale. Renato Curcio è un eroe; lui non è diventato un uomo d’affari come i poeti del ’68 francese che ora sono i più grandi uomini d’affari. I soldi sporcano tutto, invece dovrebbero assicurare la tua libertà». Turbato anche Michele Placido che da anni conosce la Ardant: «Per i francesi è tutto un po’ romanzato - replica l’attore -, ma loro non hanno avuto tutte le nostre vittime innocenti. I brigatisti sono persone da poco sul piano umano e su quello politico hanno fallito» .