Galan: «La Lega? È nervosa per il voto del 2010»

da Milano

Giancarlo Galan, governatore del Veneto, non passa giorno che i suoi alleati della Lega non la prendano di mira. Bossi dice che lei li insulta, e che farà una brutta fine...
«Gli amici della Lega, io nonostante tutto continuo a chiamarli così, devono smetterla. Non c’è nessuno che possa dire che io insulto chicchessia, meno che mai gli alleati. I problemi del Veneto sono altri, e non riguardano certo i rapporti tra Pdl e Lega. Con il partito di Bossi abbiamo collaborato per anni, non c’è stato mai uno screzio. Non capisco qual è l’offesa. Forse qualcuno informa male Bossi, e non solo lui».
Non è stata un attacco alla Lega l’auto-convocazione dei 500 per la creazione del Pdl Veneto?
«E questa sarebbe un’offesa? Che io sappia in questo Paese si stanno costituendo due partiti. Del Pd non mi occupo, del Pdl sì. Non sapevo che la nascita di questo partito, che è nazionale, fosse un’offesa per la Lega. È forse una forma di eversione politica? A quell’assemblea io non potevo esserci in quanto presidente di tutti i veneti, ma erano stati invitati i dirigenti di An e Forza Italia. Il Pdl sta nascendo in tutto il Paese: nel Veneto - come in Lazio o in Lombardia - avrà poi le sue specificità. E la specificità del Veneto sta nella sua struttura e nella sua posizione geopolitica. La Repubblica veneta ha una storia millenaria: la Lombardia è un segno grafico, il Veneto ha una bandiera che risale a prima dell’anno 1000. Vogliamo negare questa storia? Siamo, e non è un caso, la locomotiva del Nord Est. E lo siamo anche per la grande collaborazione, corretta, che c’è stata con Fi, An, con l’Udc fino a un certo punto, e con la stessa Lega. Mi sembra che qualcuno stia diventando nervoso. Io non lo sono affatto».
Sono le Regionali del 2010 a creare nervosismo?
«Può darsi. Ma io che c’entro? È Galan o la Lega a chiedere con due anni d’anticipo la presidenza della Regione? Comunque il 2010 è lontano. E poi ci sono tante altre elezioni prima delle Regionali: presto si voterà in 5 province su 7, in centinaia di comuni. Quindi, calma: continuiamo a lavorare sugli obiettivi che ci siamo dati».
Bossi la accusa di essersi spostato troppo a Est. Che risponde?
«Non voglio scendere in questo genere di polemiche. Ricordo agli amici della Lega che il Nord Est è una realtà, e che la nostra economia, da sempre, è rivolta verso Est. Non è colpa nostra se stiamo al centro e se siamo vicini a quello che è diventato il centro dell’Europa, Berlino. Tre delle prime dieci Confindustrie d’Italia sono venete, e questa è un’area che ha bisogno di un aeroporto - non possiamo mica andare a prendere l’aereo a Varese - che ha la necessità che il corridoio 5 non finisca in Val di Susa o a Milano ma che arrivi a Trieste, a Kiev. Tra qualche anno il Veneto avrà bisogno di 500 mila nuovi ingressi. Dove li prenderà, dall’aumento delle nascite in Veneto o dall’Est?».
Allora non replica?
«Non polemizzo. La grande forza della Lega è il federalismo fiscale, e noi, insieme alla Lega, lavoriamo su questo. Il resto è solo gossip estivo, e non mi riguarda. Pensiamo alle cose concrete. Se non ci sarà il federalismo fiscale, allora sì che saranno dolori per la sopravvivenza del governo. Ma sinora il problema non c’è, questo è un governo che fa, come ha dimostrato con il caso Napoli».