Galantuomini Winspeare: «Un affresco del Salento»

Ha il Salento nel cuore l’anglo-leccese Edoardo Winspeare, il regista e produttore innamorato della sonorità a base di «pizzica» e di «Negramaro», che ieri al Festival ha presentato «Galantuomini» (dal 21 novembre nelle sale), mélo del quale firma soggetto e sceneggiatura. Evidentemente l’Apulia Film Commission funziona, se all’Auditorium arrivano i paesaggi pugliesi: domenica «Il passato è una terra straniera» faceva conoscere Bari e dintorni. La storia inizia negli anni Sessanta, all’epoca in cui i piccoli giocavano in terrazza tra i pomodori messi a seccare, per passare ellitticamente agli anni Novanta, mentre a Lecce e dintorni la Sacra corona unita imperversa. A condurre il gioco malavitoso è Lucia (la talentuosa Donatella Finocchiaro), braccio destro del boss Carmine, che controlla i pericolosi bulletti da bar (tra i quali Infantino, alias Beppe Fiorello), pronti a spacciare eroina e a uccidere per un televisore al plasma. Dalla parte della legge si situa, invece, uno stimato giudice e autentico galantuomo (Fabrizio Gifuni), che attratto da Lucia fin dall’adolescenza finirà a letto con la criminale, che avendo un figlio forse capirà da che parte sta il Bene. «Ho voluto fare un affresco della mia terra, che ha perso l’innocenza», spiega il regista.