Un galantuomo che scomparve dopo il mandato

Egregio Direttore, è una bella favola, ma vera. Nel dopoguerra Genova ebbe un grande Sindaco. Era Vittorio Pertusio - Democristiano - il Grande Vecchio lo chiamavano, prima che morisse.
Cattolico convinto, fu vittima di coloro che (come accade oggi) delle solite demolizioni dell’avversario politico da parte dell’allora Fronte Popolare socialcomunista.
Era tanto onesto che, quando non fu rieletto, si ritirò dalla politica e per tanti, tanti anni non se ne seppe più nulla.
Soltanto alla morte del Cardinale Giuseppe Siri si presentò in Cattedrale.
La gente di una certa età lo riconobbe, il Grande vecchio; si formò come un corridoio per lasciarlo passare. Si avvicinò alla bara del Cardinale, pose le mani sulla stessa per qualche secondo (era amico di Siri) poi ascoltò la Santa Messa. Scomparve nuovamente finché si seppe della sua morte.
Sarebbe giusto e opportuno che questa figura di galantuomo fosse rivisitata per evidenziare che la «ricostruzione non fu solo opera di Adamoli e Pedullà, ai quali sono state intitolate due strade, ma anche di Pertusio al quale solo oggi si decide di dedicare un pezzetto di passeggiata. La invito signor direttore ad occuparsene e scoprirà che era veramente una bella persona che fece la sua parte anche per la Resistenza. La ringrazio anticipatamente. A proposito di ricostruzione, non mi risulta che Pedemontana, Sopraelevata, Fiera del Mare e corso Europa (con tutti i loro difetti costruttivi) siano stati opera delle Sinistre!
Cordialmente


Caro signor Sorrentino, pubblichiamo oggi la lettera che Lei ci ha scritto il 2 gennaio perché non poteva sapere che era già pronta questa pagina. La pubblichiamo ugualmente, perché ci fa piacere vedere che quella che era stata un’iniziativa comunque già pensata fosse in realtà così aderente alla richiesta dei nostri lettori.
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