«Il galateo della città l’ho inventato io»

È possibile diffondere a tutti i livelli la cultura del buon vivere, del rispetto per gli altri e per l’ambiente che ci circonda? Sì, secondo Piero Carini, volenteroso genovese già autore di diverse campagne di sensibilizzazione dei propri concittadini e adesso in prima linea per ottenere un riconoscimento dal Comune, che - a suo dire - gli ha rubato l’idea. «Quando ho sentito che il comandante della polizia municipale ha lanciato il galateo della città, mi sono detto: come mai non mi ha interpellato? - afferma senza timori il signor Carini, sinceramente convinto di vantare l’imprimatur dell’educazione civica -. Io ho molte idee e ne ho parlato sia con il rabbino sia con l’Iman e ho fatto centinaia di incontri nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi fin da piccoli a comportarsi bene».
Secondo Carini basterebbe dare un piccolo stipendio ai nonni vigili per ottenere il massimo controllo della città. «Oppure il Comune potrebbe ufficializzare un pacchetto sconti da fare ai pensionati che si rendano disponibili a vigilare su chi porta il cane a passeggio e non ne raccoglie le deiezioni - continua Carini -, o magari potrebbero piazzarsi dai cassonetti per controllare che l’orario di deposizione dei rifiuti sia rispettato. Da fare c’è molto».
Intanto Carini ritiene che la sperimentazione possa cominciare in una zona circoscritta del suo quartiere di Albaro. Tra via Pisa, via Giordano Bruno e il mare, i nonni vigile o quanti attraverso i municipi vogliano fare volontariato per la cittadinanza possono esercitare una sorta di pattugliamento. «I risultati si vedrebbero subito, nel giro di poche settimane la gente imparerebbe a comportarsi memorizzando le norme del vivere civile e la città ne guadagnerebbe senza dubbio in immagine, senza contare che i primi beneficiari sarebbero gli stessi cittadini della zona».
Con il tempo e con tanta pazienza i volontari - per i quali Carini invoca una legge e un finanziamento da parte del Comune - potrebbero allargare la propria attività anche ad altre zone critiche della città.
Il problema, Carini non fatica a svelarlo, è che al Comune non gli danno retta. Anzi, a suo dire farebbero proprio orecchi da mercante. «Ho chiesto più volte appuntamento all’assessore Senesi che si occupa di ambiente e posso dire senza timore di essere smentito che la sindaco Vincenzi conosce perfettamente il mio progetto dal 1995 quando era presidente della Provincia. Ma finora nulla».