Galateri e Bernabè ai vertici Telecom Unicredit non approva

da Milano

Il comitato nomine di Mediobanca ha sbloccato lo stallo sui vertici di Telecom Italia indicando, ieri mattina, il ticket Gabriele Galateri presidente, Franco Bernabè amministratore delegato. Già nei prossimi giorni un cda straordinario di Telecom dovrebbe riunirsi per prendere atto delle dimissioni di Pasquale Pistorio e Riccardo Ruggiero, e provvedere alle nuove nomine. Ma nello stesso tempo all’interno del comitato, e dunque di Mediobanca, si è registrata una spaccatura inedita e destinata ad avere conseguenze in futuro: Dieter Rampl, presidente di Unicredit, si è astenuto dal voto. E a quanto si è successivamente appreso da fonti informate sullo svolgimento della riunione, l’astensione è dovuta a due precisi ordini di argomenti.
Il primo è di metodo: Unicredit (che è il maggiore azionista di Mediobanca) non ha condiviso la strada scelta per arrivare ai nomi di Galateri e Bernabè. Un percorso ritenuto opaco, che non ha partorito il ticket attraverso una selezione sul mercato, ma piuttosto in seguito ad accordi tra persone (la vulgata è che sia stato concordato nell’incontro privato di inizio novembre tra il presidente di Intesa, Giovanni Bazoli, e quello di Mediobanca, Cesare Geronzi). Il consiglio di gestione di Mediobanca, presieduto da Renato Pagliaro e guidato da Alberto Nagel, secondo Unicredit anziché svolgere un ruolo attivo sarebbe stato tenuto all’oscuro per poi intervenire solo a cose fatte.
Il secondo appunto è comunque nel merito della scelta: due manager autorevoli e di esperienza, ma che sulla carta non sembrerebbero i più indicati a condurre un gruppo in un settore, le tlc, che richiede visioni strategiche complesse e nuove. In altri termini due manager non abbastanza innovativi per le sfide che attendono Telecom Italia. Lo strappo di Unicredit non sembra perciò essere limitato a Telecom, ma pone una questione di governance generale per Mediobanca. Ed è la prima volta che questo accade dalla fusione Unicredit-Capitalia della scorsa estate. Vale a dire che per la prima volta Alessandro Profumo entra in contrasto con Cesare Geronzi, che in seguito a quella fusione è passato in Piazzetta Cuccia.
Bisognerà ora vedere, alla vigilia della cessione del 9,4% della stessa Mediobanca (fissata per i primi giorni di dicembre), che conseguenze o chiarimenti ci dovessero essere. Per il resto il comitato nomine ha registrato i voti favorevoli del presidente Geronzi e di Vincent Bollorè, mentre Marco Tronchetti Provera ha preferito non votare per ragioni di opportunità, essendo una ex parte in causa (Pirelli è il venditore di Telecom al nuovo azionariato composto da Telefonica, Mediobanca, Intesa, Generali e Benetton).
«Come ex presidente - ha comunicato Tronchetti prima di partire per la Cina per l’inaugurazione odierna del secondo stabilimento Pirelli - e tenendo conto che Pirelli detiene tuttora una partecipazione in Telecom (1,3%, ndr), mi auguro che venga valorizzato il lavoro svolto dalla prima linea operativa che ha contribuito al successo economico e tecnologico».
Lasciando Piazzetta Cuccia, Bollorè ha espresso la visione dei fatti della maggioranza: «È sembrata a tutti una soluzione molto positiva», aggiungendo che i due candidati hanno le caratteristiche giuste per Telecom. Non ha invece chiarito se Carlo Buora, vicepresidente, rimarrà (come sembra) o no al suo posto: non era all’ordine del giorno. Soddisfazione per la soluzione della vicenda è stata espressa anche dal gruppo Generali.