Galeazzi, è scontro in Regione

La bufera giudiziaria che ha investito l’istituto Gaelazzi si abbatte anche sulla Regione. È l’ennesimo caso di presunta truffa al sistema sanitario nazionale. Dal Pirellone, però, tengono a precisare che proprio «grazie alla nostra inizativa è nata questa indagine». A spiegarlo, è l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani. «L’indagine - precisa l’assessore - aveva riguardato in passato decine di migliaia di cartelle, oggi le contestazioni sono invece relative a un numero limitato di prestazioni». Ma le cautele restano comunque necessarie. Per questo «la nuova legge regionale - insiste Bresciani - è attiva e disciplina le figure del medico di presidio e del direttore sanitario per la funzione di responsabili clinici e gestionali della struttura. A partire dal 2006, quando i Nuclei di Controllo delle Aziende sanitarie locali, in sede di verifica, identificano situazioni non chiare, sospendono i rimborsi». La Giunta regionale, inoltre, ha approvato nel novembre scorso la delibera che perfeziona i criteri di controlli su prestazioni sanitarie: un protocollo che prevede l’accreditamento di strutture per un periodo limitato e soggetto a verifica, oltre alla compilazione di puntuali cartelle cliniche per poter chiedere il rimborso delle prestazioni alla Regione. «La delibera - aggiunge ancora Bresciani - è all’esame della commissione consiliare e nei prossimi giorni sarà applicata a tutto il sistema regionale: ed è una delibera fortemente innovativa nel panorama italiano, e di grande efficacia». E comunque, «le indagini riguardano aspetti amministrativi e contabili e non la qualità delle prestazioni sanitarie che rimane alta anche nell’ambito dei controlli che servono a disincentivare azioni improprie». Dall’opposizione, [TESTO]dopo la notizia dei 32 avvisi di garanzia per i rimborsi gonfiati[/TESTO], si chiede invece di cambiare il sistema dei controlli o addirittura il sistema della sanità lombarda. E la delibera sul sistema dei controlli «non basta assolutamente», secondo il consigliere di Rifondazione Luciano Muhlbauer: «Dopo l’allucinante vicenda della clinica Santa Rita - dice - la Regione ha prodotto un fiume di parole ma non ha messo in discussione il sistema. Finché ogni prestazione è considerata merce con un suo prezzo saremo costretti a piangere sul latte versato». Meno duri i Verdi, convinti però che il provvedimento della giunta non basta nonostante la «buona volontà dell’assessore Luciano Bresciani. «A noi - sottolinea il consigliere Carlo Monguzzi - i provvedimenti presi non sembrano affatto sufficienti a evitare tutti i disastri successi finora. Purtroppo il sistema privato deve essere rivoltato come un calzino per dare garanzia di trasparenza ed efficienza» Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo del Pd Carlo Porcari: «I controlli non solo devono essere maggiori ma anche qualitativamente diversi dalle altre regioni. Per una vera innovazione non si deve premiare per la quantità delle prestazioni ma in base al risultato per la salute. Vanno messi a punto parametri qualitativi».
LF