In galera senza prove per l’omicidio descritto nel suo libro

In Polonia, a Wroclaw, è stato condannato ieri a 25 anni di carcere un famoso scrittore, Krystian Bala, 36 anni, ritenuto colpevole di aver ucciso nel 2000 un imprenditore che aveva avuto una relazione con sua moglie.
Una condanna senza prove certe: l’unico indizio, quello che più ha pesato sulla condanna di Bala, è un libro da lui scritto anni fa, intitolato Amok (Furia omicida). Nel libro il protagonista uccide l’amante della ex moglie. Per questo motivo i media polacchi, che hanno seguito la vicenda con grande interesse, hanno battezzato il caso «il Basic Instinct polacco», con riferimento al famoso film del 1992 in cui il personaggio interpretato da Sharon Stone era una scrittrice assassina, che ripeteva nella realtà le trame dei suoi libri.
I giudici hanno anche dichiarato nella sentenza di ritenere che la crudeltà del delitto descritto dallo scrittore sia la rievocazione di un atto effettivamente compiuto, anche se contro Bala mancavano prove decisive. L’imprenditore ucciso, Dariusz Janiszewski, fu gettato ancora vivo e con le mani legate nel fiume Oder, al confine con la Germania, dopo giorni di torture. Bala ha continuato a professarsi innocente fino all’ultimo: «Il mio è solo un libro - si è difeso -, una storia pulp, ma non ha niente a che fare col delitto».