Galgano Guidotti

Chi vuol vedere la vera «spada nella roccia» vada a Montesiepi di Chiusdino (Siena), nel santuario di San Michele detto anche di San Galgano. Fu infatti il cavaliere Galgano Guidotti, nato nel 1148, che ce la piantò. Conduceva vita dissoluta e sua madre pregava l’arcangelo s. Michele per lui. Una notte Galgano sognò l’arcangelo che lo invitava a lasciare la milizia di Satana per entrare nella sua. Galgano si svegliò impaurito e deciso a mettere la testa a posto. Su consiglio della madre si fidanzò con Polissena da Civitella. Stava andando appunto a trovarla quando, presso Chiusdino, il cavallo si impuntò e si mise in ginocchio. Apparve s. Michele che guidò cavallo e cavaliere in un prato fiorito (sebbene fosse dicembre), poi indicò la cima del colle Montesiepi e disparve. Galgano comprese che quello doveva essere il luogo del suo eremitaggio e iniziò a costruirsi una capanna. Al centro di essa avrebbe voluto erigere una croce ma il demonio, apparsogli sotto forma di fiera, glielo impediva. Allora Galgano piantò la sua spada per terra e, con sua meraviglia, la vide affondare nella roccia come nel burro. L’elsa fu la sua croce ed è ancora lì. Tornato da un pellegrinaggio a Roma, trovò la sua capanna incendiata: erano stati tre monaci invidiosi (che però finirono sbranati dai lupi, tre belve che Galgano aveva ammansito). L’ex cavaliere tornò a Roma, dove fu confortato dal Papa Alessandro III, suo concittadino. Il resto della - breve - vita lo trascorse nel suo eremo. Morì nel 1181, due giorni prima di compiere trentatré anni (che è, come tutti sanno, l’età di Cristo).