Il Galileo Galilei al regista Magni

Il regista romano Luigi Magni ha ricevuto nei giorni scorsi a Palazzo Giustiniani, in occasione della Giornata della Fratellanza Universale, il premio Galileo Galilei, alla presenza di Gustavo Raffi, massima autorità del Grande Oriente d’Italia. Durante la serata Bruno Battisti D’Amario ha eseguito musiche di Armando Trovaioli. Il premio Galileo Galilei è un riconoscimento dato dai Fratelli Muratori capitolini a una personalità non appartenente alla Massoneria. In passato l’onorificenza è toccata al Premio Nobel Rigoberta Manchù, all’architetto Paolo Portoghesi e alla cantante israeliana Noa. Quest’anno è stata la volta di Luigi Magni, il regista che meglio di ogni altro ha saputo raccontare i sussulti della Roma del Papa Re di fronte ai tentativi di penetrazione degli ideali giacobini e risorgimentali, tanto cari al mondo massone. È una coincidenza singolare e commovente che l’autore di «Nell’anno del Signore» sia stato premiato nel luogo in cui, durante l’estate del 1849, si consumò il sacrificio degli ultimi, strenui difensori della Repubblica Romana. Magni ha ricevuto il premio dalle mani della bella Ilaria Marini, discendente di quel Giuseppe Monti, patriota massone, che, nel 1869, insieme a Gaetano Tognetti, fu l’ultimo detenuto fatto giustiziare da Pio IX. Alla loro vicenda umana e politica è ispirato «In nome del Papa Re», il film che Ilaria giura di aver visto ben undici volte.