Galleria, affitti da 300 euro per i privilegiati

L’aumento dei canoni è rimasto un annuncio: somme ridicole al Comune per
locali con vista sul Duomo. E il 70 per cento degli appartamenti è
sfitto

La Galleria si rifà il look: in primavera partiranno finalmente i lavori per il restauro della pavimentazione di marmo e mosaici. Il Comune rinnova il suo biglietto da visita in vista delle elezioni comunali e di Expo, regalando un ingresso ancora più sfavillante alle griffe che si affacciano sulla Galleria e ai fortunatissimi inquilini che hanno il privilegio di vivere al costo di un panino al giorno con vista Madonnina. Sono passati 15 anni e Affittopoli regna più sfacciata che mai. Le dichiarazioni di intenti di Palazzo Marino e dell’assessore alla Casa (Udc) Gianni Verga che anno dopo anno promette di aumentare gli affitti non hanno ancora avuto conseguenze pratiche. Così come il progetto di valorizzazione resta in gran parte sulla carta, come recita l’informativa di giunta del 15 ottobre scorso. La fondazione Galleria, longa manus del progetto di rilancio del «salotto buono» di Milano, tramontato.
Dormono sonni tranquilli i fortunati titolari dei contratti di affitto a equo canone di via Silvio Pellico, piazza Duomo, Ugo Foscolo e via Marino: Sogni d’oro per Sebastiano C. che spende 4663,32 euro l’anno a due passi dal duomo, come Franca C. che sborsa solo 4159 euro l’anno (346 al mese) per l’appartamento di 91,66 mq in piazza Duomo 21. Stesso vale per C.D in via Pellico 3 che paga 1723 euro per 34,4 mq e il signor M.C che dà al Comune 3737,89 euro l’anno nello stesso edificio. Si affaccia sulla galleria anche la casa di Luigi Luini, il re del panzerotto meneghino, che spende 940 euro al mese per 62 mq. Inutile dire che non si tratta di prezzi di mercato: basti pensare che secondo le quotazioni della Borsa Immobiliare il canone d’affitto per il centro storico varia da 150 a 250 euro al metro quadrato l’anno.
Non tutti gli appartamenti con vista sulla galleria sono affittati: il 70% dei locali di via Foscolo è sfitto, come una bella porzione di alloggi fantasma di via Pellico. E dire che potrebbero fruttare milioni alla casse asfittiche di Palazzo Marino. E, cosa peggiore, a nulla sono valsi gli sfratti nel 2008 dell’Osservatorio metereologico di Milano e il Centro Sociale e Culturale dei Sardi di via Foscolo: al loro posto non c’è nessuno.
Stesso discorso per gli spazi commerciali in Galleria: 20mila metri quadri di superficie disponibile fruttano dal 2009 9,5 milioni di euro l’anno quando ne potrebbero valere 21,4 milioni. Il valore di riferimento: il canone di locazione medio del Quadrilatero che si aggira sui 1070 euro al mq annui. Nel 2007 Palazzo Marino, infatti, ha dato il via al processo di valorizzazione del patrimonio monumentale del 1867: con due delibere nel 2008 ha aumentato i canoni di affitto, scaduti o in scadenza, alle griffe. Sono stati aumentati i canoni a 27 marchi su 53 portando l’importo complessivo da 1.364.696 a 3.986.154 euro. Eppure i Fratelli Prada pagano (e pagheranno fino al 2018) solo 280 euro al metro per la loro boutique da 1594 mq, così Guy Sand che dal 19 gennaio 2007 spende 849,63 euro per mq all’anno per lo store da 679,49 mq. Il motivo? Hanno chiesto la rescissione del contratto per averne uno nuovo a canone aggiornato, prima che Palazzo Marino ritoccasse le cifre. La libreria Bocca, un pezzo della storia e di cultura milanese, si è opposto al rialzo dei tassi rivendicando il diritto a canone agevolato. Impresso negli occhi il vuoto lasciato dalla libreria Reminders un tempo sua dirimpettaia.
Ma anche la politica mantiene i suoi privilegi: l’Udc continua ad avere dal 1997, il suo quartier generale, il comitato regionale, sotto le volte di cristallo, un appartamento di 5 locali a 21.841 euro all’anno.