Galleria Borghese, il difficile è far uscire i visitatori

Piero conosce a fondo la Galleria Borghese. E ci trascorrerà l’ennesima estate. I capelli gli sono diventati bianchi staccando i biglietti di ingresso a romani e turisti in fila per ammirare le collezioni cardinalizie della villa appena fuori porta Pinciana. «Ne ho vista di gente passare - racconta fiero all’ingresso della palazzina con la facciata ricca di bassorilievi e statue antiche acquistata dallo Stato italiano nel 1902 -. Faccio questo lavoro da 35 anni, e ogni giorno sono alle prese con i turisti, negli anni anche loro sono cambiati. Oggi i peggiori sono i francesi sono quelli con cui ci tocca litigare di più, non vogliono mai uscire dal museo».
Per poter ammirare la collezione, il cui nucleo originario è stato messo insieme agli inizi del 1600 dal cardinale Scipione Borghese è, infatti, indispensabile la prenotazione (allo 0632810) e in più gli ingressi sono scaglionati ogni due ore. «Qui ogni giorno - continua Piero - vengono 1800 visitatori, un buon 70 per cento sono stranieri e spesso non sanno che è obbligatoria la prenotazione e ci restano male quando non riescono a visitare il museo e le sue mostre. E poi siccome in media possono entrare 360 persone ogni due ore, non riescono a capire il perché devono andare via e ci tocca fare storie. Anche se un po’ li capisco: non è facile trovare una collezione privata che conserva sei Caravaggio».
Il colpo magistrale del cardinale, nipote del papa Paolo V, è stata proprio la raccolta di alcuni capolavori di Caravaggio (dalle opere giovanili, Il Bacchino malato e il Ragazzo con il canestro di frutta, alle opere della maturità come La Madonna dei Palafrenieri, il San Girolamo e il San Giovanni Battista fino al David con la testa di Golia) insieme alle sculture di Gian Lorenzo Bernini in opere che ne ripercorrono l’intera parabola artistica: gli inizi identificati in La Capra Amaltea, L'Ermafrodito, L’Enea e Anchise, il David, l’Apollo e Dafne, il Ratto di Proserpina; e la maturità con i busti che ritraggono Paolo V e Scipione Borghese. Sempre nell’iniziale collezione allestita dal cardinale in questa sede fuori porta del casato, realizzata tra il 1613 e il 1615 dagli architetti Flaminio Ponzio e Vasanzio, si possono ammirare lavori di Raffaello, Perugino, Dosso Dossi, Beccafumi, Sodoma, Bronzino e Domenichino.
In più si sono aggiunti gli acquisti ottocenteschi di Camillo Borghese: la Paolina del Canova e la Danae del Correggio (il dipinto intorno al quale è stata allestita la mostra Correggio e l’antico ospitata dalla galleria quest’estate). Le ultime opere rappresentano un po’ «l’atto di riparazione» per la disastrosa vendita a Napoleone della raccolta di marmi antichi con cui il Louvre ha formato la sua collezione. Ce ne è abbastanza, insomma, per giustificare i turisti restii ad abbandonare il museo massimo dopo due ore. «Non sono un nostalgico - conclude Piero - ma con gli anni la gente è cambiata e qui certo non arrivano più i classici turisti di Vacanze romane».
La galleria resta aperta dal martedì alla domenica dalle 8,30 alle 19,30; il biglietto di ingesso costa 11,50 euro e permette di ammirare sia il museo che la mostra.