Alla Galleria Cortina, arrivano gli "Autoritratti del Sé"

Per la prima volta un artista parigino della balieu, Frédéric Léglise, espone alla Galleria
Renzo Cortina di Milano. E lo fa da "debuttante" grazie a un'idea nata da Michaela Sposito e
da Stefano Cortina. La mostra  si intitola "Autoritratti del Sé", "Autoportraits, la vision du Soi"

Milano - Per la prima volta un'artista parigino della balieu espone alla Galleria Renzo Cortina e lo fa da "debuttante", un'idea nata da Michaela Sposito e da Stefano Cortina titolare dello spazio milanese di via Mac Mahon 14. La mostra dal titolo "Autoritratti del Sé", "Autoportraits, la vision du Soi" è accompagnata da un catalogo edito da Cortina Arte Edizioni nel quale infatti scopriamo dai testi di Manuela Sposito, che l'autore della rassegna vive a Montreuil, un sobborgo di Parigi e che dopo essersi cimentato a lungo con il tema del corpo femminile, in questa rassegna milanese presenta un approfondito studio sull'autoritratto, una sorta di vaiggio all'interno del sé a partire dall'autoanalisi fino alla fisiognomica.

E come recita il catalogo: "Non c'è artista che almeno in una sporadica, unica, occasione, non si sia lasciato tentare dal genere dell'autoritratto, lo bracca: (....) ricorre nella sua produzione la ricerca nel momento in cui soggetto e oggetto dell'atto creativo si fanno uno, per attivare un processo cognitivo, ma anche emozionale e relazionale, tra l'io soggetto spettatore e l'io-oggetto rappresentato. L'artista è riconoscibile nelle proprie autorappresentazioni (deve esserlo!) ma sottopone il soggetto a un processo di astrazione, l'esplorazione del sé", ricordando che la nudità è la "cifra" della pittura, in particolare, quella di Frédéric Léglise, tanto più nell'autoritratto questa è necessaria: l'artista si spoglia, si rappresenta, si esplora... Bisogna precisare che l'artista non è a caccia dell'unità spicologica del corpo. Piuttosto l'artista viola il proprio volto, lo rappresenta trafitto da una visione perturbante, attraverso fratture, amplificazioni e dissolvimenti.Un totale di 18 di smalti su carta, di formato 100 x 70 centimentri, dai toni che vanno dal bianco al rosa, ma forse è meglio parlare di policromie un bianco che sposa il suo opposto fino a raggiungere un rosa che poi è un rosso.

Caratteri inquietanti dove si riconosce l'autore, fantasmi da occhi che si moltiplicano senza mai che il volto si intravvede realmente. Per quanto riguarda invece le figure intere di donne cariche di sensualità, svestite, lolitiche, ci offre l'aspetto più realistico pur non corrispondendo alle misure reali dalle spalli ai colli. Léglise di fatti però è in grado di riprodurre anatomicamente un corpo con precisione di tratti e forme assolutamente reali, questa sua nuova ricerca è da alcuni anni, circa quattro che  la porta avanti cercando una nuova fisiognomica del "Sé". A settembre lo ritroveremo a Parigi con un'altra mostra analoga. "A me ricorda molto Dino Buzzati, ho conosciuto anche la moglie, giovane anche lei, trasgressiva ma determinata, competente, sua musa ispiratrice. La giovane cinese la ritroviamo in diversi ritratti in galleria fino al 29 luglio. Ho scoperto questo artista tramite un amico collezionista, uno di quelli veri  che oltre a comprare opere storiche si interessa anche di nuove scoperte anche internazionale", spiega Stefano Cortina. "Anaiundressing" e "Autoritratto" sono i titoli che ricorrono per entrambi gli stili di questo originale artista francese.