La galleria Cortina compie cinquant'anni

Li festeggia con una nuova mostra a Francesca Lucchini e un'intervista al figlio del fondatore, Stefano Cortina, ripercorre le tappe di una galelria che ha avuto anche una libreria<br />

Milano - La cinquecentesima mostra della Galleria Cortina fu festeggiata con un’esposizione fotografica di Maria Mulas in cui sfilavano personaggi del calibro di Giò Pomodoro, Mike Buongiorno, lo stesso titolare Renzo Cortina, Emilio Tadini, Luca Vernizzi, Enzo fabiani, Paola Buzzi, Ernesto Treccani, Paloma Picasso, Antonio Recalcati, Inge Feltrinelli, Nadine Gordimer, Antonio Tapies, Leonardo Mondadori, Alberto Moravia, Bruno Cassinari, Arturo Schwartz e Giovanni Testori. Correva l’anno 2009. Ora Stefano Cortina, erede della storica Galleria d’arte che prima aveva la sua sede in via Turati (oggi in via Mac Mahon 14), per festeggiare i cinquant’anni della sede espositiva fondata da suo padre Renzo, inaugura la stagione autunnale con una mostra di Francesca Lucchini dal titolo “La materia del simbolo” fino al ….. Quella dei Cortina è una storia di immigrazione, in quanto la famiglia bellunese, i Cortina dagli anni Venti sono sulla scena italiana a fare cultura e quando sbarcano a Milano da Trichiana, i tre fratelli, Aldo, Mario e Renzo scalano il mondo dell’editoria e dell’arte, supportati dalal figura della madre Elisa Sandon.

“Prima Aldo, successivamente Mario e Renzo, si impongono nel campo librario aprendo librerie nelle principali città del nord, come Torino, Pavia, Verona e Padova. La libreria fondata da Renzo Cortina nel 1947 fu in via Festa del Perdono a Milano, proprio vicino all’Università Statale, poi sotto ai portici di Piazza Cavour. In seguito divenne Feltrinelli e poi ceduta a Bompiani alla fine degli anni Ottanta. Mentre per quanto riguarda la galleria d’arte la prima fu in Fetebenefratelli, ma per festeggiare i suoi 40 anni organizzammo una grande mostra a San Donato mettemmo in mostra Dova, Crippa, Buzzati, Harloff, Cassinari, Minguzzi, Milani, Messina, Fiume, Fo, Gentilini, De Pisis, Depero e anche Paloma Picasso diede il suo contributo”, racconta fiero Stefano Cortina, figlio di Renzo. “Ancora oggi ci occupiamo di arte figurativa pur essendoci spostati verso l’astrattismo, l’esistenzialismo, i gruppi cinetici: Castellani, Dadamaino, Asimuti, Fontana, Bonalumi, Biasi, Varisco, Dudovich, Tadini al quale dedicammo una mostra nel nel 1996”, continua Stefano Cortina. Se l’amore per al propria terra e per la tradizione sono stati il filo conduttore che ha legato i padri ai loro figli, ancora oggi il percorso è identico, basta pensare al viaggio nel tempo accompagnato da immagini e testimonianze di personaggi che ne hanno accompagnato la storia di una famiglia di librai, editori e artisti: Aldo fu anche un pittore affermato. “Già nel 1960 la Galleria si stava formando anche se la sede ufficiale nacque due anni dopo per volontà di mio padre Renzo; ben presto divenne il punto d’incontro di intellettuali, artisti e letterati.

Le iniziative non si contavano e iniziarono a nascere le monografie d’arte, collane di poesia e la presentazione di best seller era all’ordine del giorno. Ma lasciata la sede storica di Piazza Cavour nel 1996 fondai l’Associazione dedicandola al padre scomparso nel 1987 inaugurando la sede di Mac Mahon con una personale di Tadini. Adoravo carmi, Minguzzi, Cazzaniga, Guerreschi, ma anche fotografi come Molino, Mulas e Cresci. Il centro culturale continaua ncora oggi con nuove generazioni e questo mi rende orgoglioso”. Parole di Stefano che da buon intenditore di pittura ama ricordare critici come Restany, Passotti, Fabiani, Vicenti e ama collezionare ancora Sironi o Cassinari. “Gli anni Cinquanta e Sessanta che vanno così tanto di moda oggi, li abbiamo rappresentati con Dadamaino, “La capacità di sognare”, una raccolta da me curata con testi su catalogo di Flaminio Gualdoni e Angela Madesani, “L’assoluta leggerezza dell’essere”, mostre accompagnate da edizioni che si sono sempre distinte per la grafica a partire dalla copertina”, prosegue il titolare di Cortina.

Ma che dire per i 40 anni di Cortina quando lo spazio d’arte ha dato piena rappresentazione di se stesso e come dicevamo sopra la bella edizione del catalogo “40 anni di arte e cultura a Milano, 1962-2002” con una copertina di Novello che riproduce la libreria di Piazza Cavour, e in prima pagina un ritratto di Aldo Cortina fatto a suo fratello Renzo da ragazzino nel 1938: la dedica del volome dice così: “A Renzo Cortina, libraio, gallerista, editore. Giornalista, conduttore televisivo, organizzatore di premi letterari, partigiano, socialista, padre”. “Mio cugino Raffaello ha la casa editrice a Città Studi e mia figlia diciassettenne ama l’arte e fa il liceo artistico. Io ho fatto economia in Bocconi ma il dna non tradisce. Anche avere scelto la mostra che inauguro ora di Francesca Lucchini suggeritami da Giovanni Cerri, artista e mio collaboratore, non è un caso. In queste tele c’’ tutta la Lombardia, i toni caldi, il colore e tanta materia. La pittura mantovana è straordinaria. Sono 15 opere ma di grande impatto”. Un sogno nel cassetto guardando all’estero ce l’ha Stefano? “Si. Parigi, anche se fosse per me sceglierei New York, ma per amore di mia figlia per ora punto su Parigi. Con la Galleria Orenda ho iniziato a collaborare per creare in primavera una mostra che faccia da ponte tra Milano e la Grandeure”. La mostra della Lucchini chiude il 20 ottobre.