In Galleria Meravigli il design è riciclato

Al «Remade in Italy» quaranta prodotti tra tavoli, sedie, librerie, scatole e portacenere tutti realizzati in materiali di recupero ma sempre con attenzione alle linee

Marta Bravi

Un tappeto rosa e azzurro e non il tradizionale tappeto rosso accoglie chi entra nella Galleria Meravigli, mentre sedie verdi di cartone attendono i visitatori. Un Fuori Salone all’insegna del riciclaggio quello che ospita la mostra «Remade in Italy». Quaranta nuovi prodotti tra sedie, tavoli, portacenere, librerie, scatole, panchine e sgabelli costruiti con materiali riciclati. «Remade in Italy» è il nome, non certo casuale, dell’iniziativa che si fregia del patrocinio del ministero delle Attività produttive, dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti, dell’associazione design italiano, e della regione Lombardia.
«Dopo il successo dello scorso anno - dice Marco Cappellini, ecodesigner e coordinatore tecnico del progetto - abbiamo ricevuto numerosissimi contatti da aziende di tutta Italia. Il prodotto made in Italy deve crescere acquisendo nuovi valori per essere maggiormente competitivo sui mercati mondiali. Identificare un prodotto anche per i suoi valori socio ambientali è senza dubbio un elemento di garanzia per il mercato, l’impresa ma, soprattutto, per il consumatore finale. Ecco perché passare dal made in Italy al Remade in Italy». È in gioco, insomma, non solo il design italiano, ma anche una nuova mentalità e un nuovo atteggiamento nei confronti dell’ambiente, diventata imprescindibile dalla firma del protocollo di Kyoto.
Tanto che l’associazione design italiano ha modificato i propri parametri di selezione per il Compasso d’oro, il più ambito premio di design, introducendo concetti di sostenibilità sociale e di risparmio energetico. «Il nostro obiettivo - spiega Maurizio Morgantini della fondazione Adi - è quello di sostenere una selezione che sia una dichiarazione di tendenza. Vogliamo riproporre così quelle spinte all’innovazione che cinquant’anni fa diedero vita al design italiano».
Tutto questo si inserisce in un contesto legislativo ben preciso, anche a livello locale: il decreto ministeriale 203 del 2003, infatti, impone alla pubbliche amministrazioni di fare acquisti «verdi» in una percentuale di almeno il 30%. In Lombardia, poi, la legge regionale ha addirittura aumentato la percentuale al 35%. «Il decreto legge regionale - commenta Maurizio Ferlini, direttore dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti - sta funzionando e chiude il cerchio delle politiche ambientali di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Il recupero delle materie prime, infatti, passa attraverso il riciclo dei rifiuti».
Non solo, per fine maggio è prevista anche alla scuola politecnica del design, l’inaugurazione di «Matrec» il primo Centro di eccellenza in Italia sui materiali e i prodotti riciclati. Un centro al servizio delle imprese, dei designer, della università per diffondere, anche attraverso incontri, convegni e workshop, la cultura del riciclo e la conoscenza delle potenzialità dei nuovi materiali riciclati. Potenzialità che si potrà toccare con mano: in uno spazio dedicato, infatti, saranno in mostra materiali riciclati provenienti da tutto il mondo.
A proposito di vantaggi, riciclare i materiali consente un risparmio pari al 10% della spesa energetica annuale dell’Italia. Durante «Remade in Italy», dunque, si potranno conoscere i contenuti del progetto Matrec e consultare Ecotool (www.ecotool.it) strumento gratuito on line che consente alle imprese di approfondire l’utilizzo dei materiali riciclati e misurare la riciclabilità dei propri prodotti.