La Galleria a misura di bambino

Marzia Fossati

È stata inaugurata ieri la sala didattica di Palazzo Spinola, che, seppure in attività già dal 1996 come teatro delle diverse attività rivolte alle scolaresche e ai visitatori più giovani attraverso laboratori e incontri, è stata riprogettata, nell’atmosfera e negli arredi: da ambiente prettamente «tecnico», a spazio coerente con le caratteristiche del Palazzo , in modo che i piccoli ospiti, sin dal loro primo approccio con la Galleria, possano prendere confidenza con l’atmosfera della dimora.
Ma l’idea della sala didattica, in origine, viene da lontano, e precisamente da Ottawa, in Canada, dove, durante un viaggio nel 1992, Monica Terminiello e le sue collaboratrici rimasero impressionate dall’impegno delle istituzioni canadesi nel cercare di far comprendere ai bambini i contenuti delle esposizioni museali attraverso il gioco. E forse Genova è stata una delle prime città in Italia dove questo tipo di didattica si è estrinsecata, Palazzo Spinola in primis. Qui si svolgeranno le attività proposte per gli alunni dei diversi ordini scolastici, con l’obiettivo di far conoscere non solo la storia del Palazzo e dei suoi proprietari, ma soprattutto di educare ad una frequentazione del museo incuriosendo i ragazzi verso questo tipo di struttura. Le attività pratiche, ludiche e teatrali vanno dal «Memory» sui lughi clou della dimora, al travestimento addirittura, con la perfetta riproduzione del costume del Doge in taglia ridotta che un bambino può indossare per poi divertirsi a ricercare il suo personaggio, ugualmente abbigliato, nei dipinti del primo piano nobile della galleria, in una sorta di caccia al tesoro che stuzzica la curiosità, sempre nell’ottica dell’insegnare divertendo.
Di rilievo anche l’iniziativa che la Galleria propone una volta al mese come «Sabato delle famiglie», con ingresso gratuito per i nuclei familiari con bambini. In questa occasione i genitori avranno così modo di visitare in tutta tranquillità le sale del museo mentre i piccoli, nella nuova sala didattica, rinnovata con opere di fantasia, maxischermo e mobili Ikea (sponsor dell’iniziativa), saranno intrattenuti con giochi e merenda, accolti insomma come se fossero nella cameretta del piccolo Ansaldo Pallavicino, che in età adulta divenne proprietario del Palazzo. Una chicca: forse presto la sala potrebbe essere prenotabile anche per feste di compleanno private, come già accade a Firenze a Palazzo Vecchio. Un’alternativa culturale alla solita pizzeria.