In galleria o sotto terra, ma salviamo il Morandi

Caro Dott. Lussana, il M.I.L. suggerisce di costruire la Gronda di Ponente in sotterraneo e approfittarne per demolire il Ponte Morandi.
Con questo movimento mi trovo quasi sempre in disaccordo, soprattutto perché mi ostino coumnque a considerare l'Italia unica e indivisibile da Bolzano a Capo Passero, ma questa proposta mi trova, seppur a metà, favorevole.
Non ci sarebbe bisogno di espropri (ma se agli eventuali «espropriati» venissero offerti appartamenti di eguale superficie in quel di Nervi o a Pegli, insisterebbero a urlare «mai e poi mai»?) se il tracciato lo si studiasse «prevalentemente» in galleria.
Certo costerebbe di più, ma basterebbe che si rinunciasse a qualche infrastruttura nel Sud d'Italia...
Ma perché demolire il Morandi?
Perchè buttare palanche per togliere di mezzo una struttura che è costata lacrime e sangue, oltre che una montagna di Lire, e che servirebbe egregiamente da circonvallazione di Genova (agratis, ovvio!), mentre la Gronda di Ponente, collegata con quella di Levante (della quale nessuno parla, come se fosse una variabile indipendente, o una chimera...) in qualche punto della Val Polcevera, o anche oltre questa, servirebbe a scongiurare l'eventualità che tra cinque anni chi andrà da Ponente a Levante per far prima debba seguire l'itinerario Voltri-Ovada-Tortona-Piacenza-Parma-la Cisa-La Spezia...
Ringrazio e saluto.
Camogli