Galleria da rifare: per la seconda volta nessuno si fa avanti

Dietrofront di una ditta tedesca. Deserto il nuovo bando Ora due strade per il «salotto»: aiuti pubblici o sponsor <br />

Buona la seconda? Ci sperava, l’assessore all’Arredo urbano del Comune Maurizio Cadeo, che lo scorso 15 ottobre aveva rilanciato il bando per trovare uno sponsor che finanziasse (in cambio di pubblicità) il restauro della Galleria. Costo dell’opera: 1,5 milioni di euro. Ci aveva già provato a giugno, ed era andata male: neanche un’offerta. Poi l’unico segnale di fumo, dalla multinazionale tedesca Blow up project, lo aveva convinto a riaprire i termini. Ieri, scaduti i termini, la sorpresa: anche il secondo bando è andato deserto. «Sono amareggiato - ammette Cadeo - dopo la dichiarazione di disponibilità da parte della società tedesca ci speravo, cercherò di capire il dietrofront». Ora si aprono due strade: fondi pubblici o ennesima caccia allo sponsor. «Dopo due gare andate deserte possiamo fare una trattativa privata, e forse sarà più facile trovare un finanziatore, ad esempio nel mondo della moda. Se c’è la minima possibilità di risparmiare soldi pubblici dobbiamo insistere». Si è perso già fin troppo tempo invece secondo il consigliere di Forza Italia Fabrizio De Pasquale: «Era scontato che sarebbe finita ancora così, le difficoltà opposte dalla burocrazia generale, il bando non era appetibile per i privati, vogliono un ritorno d’immagine e in questo caso lo giudicavano troppo limitato. Ora basta con la politica di annunci e gli scaricabarile, si è perso tempo e si è aggravato il degrado. Bisogna fare i lavori con soldi pubblici, coinvolgendo casomai gli altri enti e chiedendo aiuto al Ministero visto che è un monumento del Paese». Ma De Pasquale non è contrario «alla vendita di alcune parti, se entra un privato non significa che non deve rispettare dei vincoli». In tempi di tagli, impossibile chiedere aiuto allo Stato anche per i mosaici dell’Ottagono per il vicesindaco Riccardo De Corato: «Nella grande Milano della finanza, dell’industria, della moda, del terziario avanzato, purtroppo non si riesce a trovare qualcuno che metta mano al cuore, vicino al portafogli. Dovremo fare i lavori con soldi del Comune». L’assessore alle Infrastrutture Bruno Simini conferma: «Andrà inserito tra le priorità nell’elenco delle opere pubbliche». Il sindaco Moratti lavora con Camera e Unione del commercio sul progetto della Fondazione per la Galleria, che dovrebbe garantire un piano affitti da 20 milioni l’anno e il rilancio del Salotto. «Non mi sorprende che il bando sia andato ancora deserto, commenta l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory, «favorevole alla Fondazione». «Finchè non c’è una strategia culturale - spiega - il privato non risponde. È un museo senza porte». Ma spera ancora nei mecenati: «Incontrerò i rappresentanti della moda su un progetto preciso, possano dare di più per Milano». E ieri ha consegnato al sindaco (oggi alla giunta) il regolamento per piazza Duomo, «che riguarda anche anche la Galleria». Linee guida, elaborate «con gli spunti della sovrintendenza e del sindaco», che daranno una «stretta» sull’uso della piazza.