Gallette e acciughe A Riva Trigoso torna la sagra del Bagnun

Non solo pesce ma anche mostre, concerti, ecologia, giochi in spiaggia e fuochi d’artificio

Il Bagnun di Riva Trigoso fa il giro del mondo e torna domani a deliziare i palati delle migliaia di ospiti attesi nel borgo marinaro per la distribuzione gratuita del piatto "povero" dei pescatori. Oggi sono i volontari del Comitato del Bagnun, maglia a righe e pon-pon rosso sul basco blu, a riproporlo in riva al mare, corteggiato dalle case strette, i profumi a stordire e la storia a decantare. È il bagnun, da oltre quarant'anni: una distribuzione propiziatoria perché il legame col mare non si perda e le radici non si confondano. Bagnun che non mancava mai nei menù di bordo, dai leudi ai piroscafi, dalle navi a palo ai pescherecci, purché nell'equipaggio si contasse un cuoco, un nostromo o un comandante rivano.
Numeri da guinness per un'affluenza da record: 350 kg di pomodori «pendini», 30 di cipolle, 10 di aglio, 5 di prezzemolo, 50 d'olio extravergine d'oliva, 120 di gallette e oltre 500 chili di acciughe, che con le gallette sono state per secoli il cibo principale dei pescatori della lampara e dei naviganti rivani o sestrini. Un piatto semplice che sapeva di casa durante le lunghe campagne di pesca nel Mediterraneo che portavano quei pescatori sulle coste africane. Le acciughe si pescavano alla lampara, si salavano a bordo in barili da vendere nei porti d'attracco. Lunghi ed estenuanti viaggi a bordo di «rivanotti» o piccoli leudi, barche di 8-10 metri che agganciavano il vento alla volta delle isole.
Il bagnun, come sagra, nasce nei primi anni '60 a spingere il turismo e valorizzare la pesca che allora contava nella sola Riva Trigoso oltre 100 piccole imbarcazioni dedite alla pesca dei tremagli (reti di posta) o con i parangali (palamiti). Un gruppo di cuochi (alcuni reduci da navi), pescatori a mezza giornata o operai dei cantieri navali decisero di cuocere il bagnun sul fuoco a legna e distribuirlo sulla spiaggia di Ponente. Da allora è l'appuntamento rivano di luglio: tre giorni di eventi collaterali, approfondimenti, mostre e appuntamenti musicali. L'anticipo oggi con la mostra di pittura in via Brin, l'inaugurazione punti informazioni Liguria 2007 e alle 21.30 il concerto della Filarmonica «Città di Sestri Levante».
Ma è domani la giornata clou che si apre alle 10 con Mare Pulito e la Promozione Pesce azzurro, fiera di merci varie in via Brin; alle 16 dimostrazione pesca compatibile sulla spiaggia e finalmente, a partire dalle 20, verranno preparate e distribuite almeno 15.000 porzioni, fino ad esaurimento di soffritto e acciughe. Alle 21,30 musica con orchestra e alle 23,30 spettacolo pirotecnico sul mare firmato Rauchi.
La coda domenica: ore 12 degustazioni a pagamento di ostriche, cozze, vongole, orate, branzini a cura di Mare in Italy e Federcoopesca; alle 15 giochi in spiaggia a premi e alle 21,30 un tuffo negli anni 60 con il concerto dei «Collage».Franco Po, presidente e anima del Comitato, l'ha raccontata al mondo questa delizia che del piatto «povero» avrà pur conservato profumi e sapori, «ma il prezzo dell'acciuga ha seguito l'euro - stuzzica Po - e così tutti gli altri ingredienti. Possiamo dire che il bagnun versione 2007 è un piatto ricco in tutti i sensi, da degustare ed assaporare all'insegna dell'arte dei vecchi lupi di mare. Se poi alla poesia del mare aggiungiamo che la sagra è completamente gratuita, sfatiamo anche la leggenda che vuole i liguri tirchi e poco ospitali».
Una piccola grande storia quella del bagnun, che vuole vivere perché la tradizione diventi marchio di qualità. E proprio attraverso il Comitato del Bagnun ha raccolto l'adesione di tutti gli enti pubblici liguri, raccogliendo contributi da Regione Liguria, Comune di Sestri Levante, Provincia di Genova, Agenzia Regionale «In Liguria», dal Gal Appennino Genovese e Comunità Montana Val Petronio. Si uniscono poi i contributi della Federcoopesca e degli operatori turistico-commerciali di Riva Trigoso. Appoggiati ai muretti bassi sulla spiaggia volti asciugati dal sole e dal mare, gli occhi stretti all'orizzonte: sono quelli della vecchia guardia, che passano il testimone. Dal passato per esportare una formula che coniuga turismo, promozione del pesce azzurro e tradizioni gastronomiche.