Galliani e Barbara tranquillizzano i tifosi: «L’amore del presidente per il club sarà più grande». Il vice: «Qualcuno sperava che mollasse...»

nostro inviato a Milanello

Silvio Berlusconi non è arrivato a Milanello, dirottato a Roma dal lutto del militare ucciso in Afghanistan e dalla crisi della zona euro, ma la sua è stata una presenza ingombrante. Barbara Berlusconi, sua figlia, appena entrata nel cda del club rossonero, seduta in prima fila, ne ha incarnato lo spirito, Adriano Galliani, suo collaboratore fedelissimo da 30 anni, ne ha scandito i programmi. Gli interventi della rappresentante della famiglia (presente anche il vicepresidente Paolo Berlusconi) e del principale dirigente rossonero hanno cementato l'umore del popolo milanista arrivato al raduno (in cinquemila hanno presidiato Milanello fin dal mattino) e rincuorato Allegri e i campioni freschi di scudetto, preoccupati dai "boatos" delle ultime ore. «L'amore di mio padre per il Milan sarà ancora più grande e siamo attrezzati per vincere tutto» ha garantito Barbara nel corso di una intervista a Mediaset. «Ho trovato il presidente con la stessa voglia dei passati 25 anni: chi temeva o sperava che potesse venir meno la sua passione per il Milan sarà costretto a ricredersi» la stoccata del vice-presidente vicario, destinata probabilmente a quei media che hanno accreditato l'ipotesi di un ridimensionamento del Milan a causa della cifra da versare per il lodo Mondadori. Sull'argomento, anzi, Galliani è stato ancora più deciso: «il lodo Mondadori è un'altra cosa, grave, incredibile e incomprensibile, ma un'altra cosa rispetto al Milan e l'ho ripetuto ad Allegri e ai giocatori» il chiarimento definitivo da cui è possibile ripartire. «Presidente, non mollare» gli hanno scritto i tifosi e il presidente non ha avuto bisogno dell'incoraggiamento pubblico e solenne del suo popolo per scegliere la strada del rilancio. Nessun passo indietro sul Milan.
Silvio Berlusconi non è arrivato a Milanello ma Galliani e Allegri hanno parlato il suo stesso linguaggio, assunto gli stessi impegni e spalancato davanti agli occhi dei nuovi arrivati lo scenario delle prossime sfide da affrontare, tutte esaltanti. Come provare a «rivincere lo scudetto» anche per onorare quella vecchia promessa fatta la notte di maggio a Roma, arrivare alla seconda stella prima dell'Inter in questo derby infinito che è diventato il duello dei prossimi mesi. A cominciare dall'appuntamento di Pechino del 6 agosto. «Non ho polemizzato con l'altra squadra di Milano, non ho mai detto che era meno forte dell'anno prima poiché non ha ceduto alcun elemento, non ho avuto un colpo di sole» la spiegazione didascalica di Galliani per togliere dal martedì milanista ogni sapore acido. «Dobbiamo fare meglio in Champions league, da sempre il nostro terreno più adatto» la segnalazione di Barbara Berlusconi condivisa da Galliani che ha anche avvertito il limite. «Competere con club che fatturano il doppio dei nostri non è molto agevole» la sua segnalazione che ripropone una vecchia questione su cui è calato da tempo il silenzio di federcalcio e politica. «Diventeremo ancora più grandi» è stato l'altro passaggio di Barbara Berlusconi che ha elogiato l'anticipo con cui Galliani e Braida hanno perfezionato le operazioni di mercato, a costi vantaggiosi, Mexes e Taiwo, puntando sui giovani di qualità come El Shaarawy.
Una sola novità per l'intera compagnia. «Le norme di comportamento, per proteste e altre infrazioni tipo togliersi la maglia dopo un gol, sono state inasprite» ha informato Galliani. Avvertimento per Ibrahimovic, collezionista di due squalifica (5 turni complessivi) nella fase decisiva del torneo. La Champions è la magnifica ossessione di sempre, d'accordo. Superare il confine fin qui poco esaltante degli ottavi di finale è la parola d'ordine per la prossima edizione. «Solo il Barça è più forte di noi» il convincimento del capitano Ambrosini. Ma è il derby con l'Inter l'altra colonna d'Ercole, a partire da Pechino. «Porterò con me anche i milanisti di ritorno dalla Coppa America» la scelta di Allegri, antitetica rispetto a quella di Gasperini. Prima un po' di meritato riposo, fino al 31 luglio, quindi in volo verso la supercoppa d'Italia. Perché l'Inter è ancora la rivale numero uno, a parere di Allegri. «Con Napoli, Juventus e Roma sarà ancora più dura la lotta per il prossimo scudetto» il suo pronostico. «Abbiamo quasi un mese di tempo per preparare quella partita» la premessa di Galliani che nel finale quasi toglie la parola ad Ambrosini sul tema della revoca del tricolore 2006. «Ho già fatto troppi danni» la confessione del capitano. Meglio non soffiare sul fuoco.