Galliani: «Il Milan è stato danneggiato e ora ci infangano»

da Milano

La rabbia dopo lo sconcerto. Qui la Fallaci non c’entra ma i sentimenti provati dal Milan sono quasi identici a quelli resi popolari dalla scrittrice fiorentina. Lo sconcerto appena le agenzie battono le dichiarazioni dei due pm di Napoli cede il passo alla rabbia appena le carte vengono lette nel corso di un vertice tra Adriano Galliani, vice-presidente esecutivo del club berlusconiano, e Leandro Cantamessa, il legale storico dei rossoneri. «Sono orribilmente seccato per l’accostamento in una vicenda brutta, molto brutta»: è il primo punto su cui Cantamessa batte e ribatte, licenziato il comunicato stampa ufficiale che ha il valore di essere netto e chirurgico. L’accostamento orribile è alla cupola scoperta dalla procura napoletana. I primi giudizi, firmati dal legale e condivisi da Galliani, finiscono anche sui teleschermi di milanchannel, il canale dei tifosi, assediato dalle richieste di spiegazioni e chiarimenti. «State tranquilli, cari tifosi, come sempre» ripete Mauro Suma che tenta così di arrestare la valanga. Ma resiste la rabbia, che forse conta più di ogni altro commento. Rabbia perché il Milan è visibilmente danneggiato da designazioni e decisioni delle terne. «Sono riusciti a schizzarci del fango addosso» chiosa amareggiato Galliani, lui che s’infuria dopo Siena quando gli annullano un gol buono di Shevchenko, s’infuria dopo l’1 a 1 col Brescia per un rigore non dato a Cafu. «Certo i giornali possono spiegare, far capire che sul conto del Milan e dei suoi dirigenti non c’è niente ma alla fine lo schizzo di fango resta ed è un gran dolore» continua a dolersi Galliani che alla fine trova anche un felice paragone. «Ci hanno tamponato, scendono e ci danno del delinquente: incredibile». Del Milan, nelle pagine pubblicate dai pm, si parla solo ed esclusivamente di Leonardo Meani che non è un dirigente della società (non c’è traccia nell’elenco ufficiale pubblicato nel sito acmilan.com), è invece l’accompagnatore degli arbitri, di mestiere fa il ristoratore a Lodi, è un ex arbitro che collabora dall’esterno con il club e tiene i rapporti con la categoria. «Mi lamentavo per i torti subiti» ripete l’interessato.