Galliani: «Noi geni un po’ distratti» E il Milan si rinforza con Zambrotta

nostro inviato a Cagliari

Galliani e il Milan riaccendono le luminarie del derby. «Tra noi e l’Inter non c’è la differenza scandita dalla classifica negli ultimi due anni. La verità è che ci siamo dedicati ad altro» la visione del mondo firmata dal vice-Berlusconi che definisce la sua squadra «geniale ma distratta» e la spedizione in Giappone «lo sbarco in Normandia, 70 persone al seguito» per spiegare il distacco patito in campionato, 49 punti in due tornei, una voragine. «Non c’è sudditanza, all’estero resiste una grande stima nei nostri confronti che si legge coi nostri trionfi: siamo stati 6 volte in Giappone» insiste Galliani ed è il tic tradito da tutto il Milan.
Invece di spalancare le finestre sul futuro, continua a voltarsi indietro. «Dal 31 agosto saremo concentrati sullo scudetto e non dovremo far turnover in campionato per giocare la Champions» l’altra promessa che è forse l’ennesimo azzardo del vecchio e romantico Milan passato indenne dal trionfo di Yokohama alla delusione del quinto posto. Senza i 20 milioni della coppa Campioni, i conti della real casa, sono ancora più stretti dentro i paletti fissati dall’azionista. «Dobbiamo tenere i big, rafforzare la squadra e non perdere troppi soldi» sintetizza Galliani che è come dire attrezzarsi per un miracolo. «Ci proveremo» risponde il vice-Berlusconi in Sardegna per l’incontro con gli sponsor mentre i tifosi rumoreggiano per il mercato che non promette fuochi d’artificio. Al contrario dell’Inter. «Quando ho ricevuto la richiesta di 50 milioni di euro per Eto’o, a cui va aggiunto l’onere dello stipendio del camerunese (9 milioni netti l’anno per 5 anni, 18 lordi, totale dell’operazione 140 milioni, ndr), mi sono alzato e sono scappato» la confessione di Galliani. Moratti è ancora seduto a quel tavolo, ecco la differenza patita dal popolo rossonero.
Galliani prova a difendere, disperatamente il mercato del Milan. «Mi chiedo perché l’arrivo di Borriello, che ha fatto più gol di Amauri, debba essere considerato meno importante» obietta invano prima di ammettere i limiti dettati dalla contabilità («a una cessione può corrispondere un acquisto») e di far sapere che il mancato arrivo di Lloris, il portiere francese, è responsabilità diretta dell’impuntatura di Abbiati, raccomandato da alcuni big («mi ha chiamato Inzaghi a nome di altri suoi compagni») di Milanello. Così una delle rare fonti di autofinanziamento, resta la plusvalenza ottenuta dal settore giovanile, «l’anno scorso arrivammo a quota 17 milioni, questa volta ho fissato l’asticella a 26 milioni» spiega Galliani. Di qui le cessioni definitive di Matri più Storari e Astori al Cagliari, Sammarco alla Samp in attesa di monetizzare Paloschi, Abate, Pozzi e Marzoratti (Antonini, invece, torna a casa a fare il vice Jankulovski).
Niente sogni di gloria, allora. Intanto, in collegamento telefonico tra Barcellona e Villasimius, il Milan ha chiuso per Zambrotta: il difensore si legherà al club rossonero per 3 anni, al Barça andranno 8,5 milioni di euro. Ora si penserà all’attaccante. «Sarà scelto tra i 6-7 nomi circolati sui giornali» svela. Ed è facile capire l’antifona: se Eto’o sceglie l’Inter, alla fine l’unica soluzione alla portata è Ronaldinho. «Non la escludo» sospira il dirigente.
Perciò la vera notizia del giorno è quella di Ancelotti, interpellato dal Chelsea e blindato. «Hanno chiesto a noi e abbiamo bloccato il sondaggio: non cediamo i big, figurarsi l’allenatore. Con Carlo c’è il massimo dell’intesa, andiamo verso l’ottavo anno, diventerà il nostro Ferguson» il dettaglio fornito. Al tecnico viene affidata una consegna perentoria. «Pato giocherebbe titolare in una qualunque squadra al mondo, dev’esserlo nel Milan» detta Galliani. Che chiude a Inzaghi in trasferta a Pechino e mette in dubbio la conferma di Maldini («sta effettuando la riabilitazione»).