Galliani: «Troppo disattenti» Ancelotti: «Sono fiducioso»

Il vicepresidente ha parlato con Berlusconi: «Ma non è il caso di fare allarmismi». Gilardino: «Su di me c’era un rigore»

Emmanuele Gerboni

da Genova

La Juve che vola a +5? «Beati loro». Carlo Ancelotti chiude così. La classifica dice questo, e allora? Siamo appena al terzo giro di pista, il tecnico del Milan pensa positivo. E lo spiega chiaramente. È la storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, Ancelotti sceglie di vederlo in questo modo. Con un sorriso un po’ stropicciato da quel risultato che inchioda la sua squadra. Il Milan si deve ritrovare? «Non credo, siamo migliorati molto sotto il profilo dell’aggressività e della qualità del gioco. Con queste caratteristiche possiamo recuperare, il distacco non mi preoccupa. Mi è piaciuto di più questo Milan rispetto a quello che aveva affrontato il Siena. Certo, mi dispiace per la sconfitta, non la meritavamo proprio». Ma facciamo un passo indietro, alla prima pagina del post–partita. Quando si presenta nella sala stampa del Luigi Ferraris. Non riesce a darsi una spiegazione per questa sconfitta. Anzi, forse sì. La differenza l’hanno fatta proprio loro: «Abbiamo affrontato una squadra che ha curato molto bene i dettagli e lì ha vinto la partita». Poi, si continua con un altro elogio per la Samp e prosegue la sua analisi con l’ultima sbirciata a quel bicchiere: «Dobbiamo vedere anche le cose positive e ce ne sono state, a partire dal gol di Gilardino». Ha provato Ancelotti a cambiare le carte sul tavolo verde. Dentro Serginho, Ambrosini («per dare pressione a centrocampo»), infine Vieri. Ma nulla è rimasto nelle mani rossonere che si sono ritrovate vuote, senza punti però con la certezza che c’è qualcosa da aggiustare nella difesa. Tanto da accendere la spia dell’allarme? Adriano Galliani, vice presidente e amministratore delegato del Milan, cerca di spegnere subito la prima scintilla del malumore. Ha visto la partita al fianco del numero uno blucerchiato Riccardo Garrone, poi se ne è andato dalla tribuna d’onore con lo sguardo nerissimo. Ma, qualche minuto dopo, prova a spazzare via quelle nubi minacciose. «Bisogna stare calmi e tranquilli». E subito dopo racconta che c’è stata una telefonata con Silvio Berlusconi: «Ci siamo parlati, era sereno ma, di certo, bisogna evitare queste disattenzioni. Purtroppo è un periodo particolare dove ogni gol è fatale. Sarà necessario lavorare sui soliti difetti, comunque non è il caso di fare allarmismi. Adesso dovremo reagire, ma sono molto fiducioso, il nostro è un gruppo estremamente unito, tutti sappiamo dove vogliamo arrivare. Abbiamo una gran voglia di reagire fin dalla prossima partita e dico ai tifosi di stare sereni e uniti con la squadra». Saluta il primo gol rossonero di Alberto Gilardino e poi augura a Kakà (cento candeline proprio a Genova) di arrivare laggiù. Nella storia. Dove ha prenotato un posto Paolo Maldini che ieri ha giocato la sua partita numero ottocento. «Spero che Kakà possa raggiungere il nostro inarrivabile capitano». Da Galliani a Gilardino. Contento a metà. E come fai ad essere felice quando segni eppure quel gol servirà soltanto per gli almanacchi? Ha realizzato la prima rete con la maglia rossonera, ma non può essere proprio soddisfatto. «Peccato, il mio gol non è servito per vincere la partita. Ho avuto anche un’altra occasione nella ripresa (neutralizzata in due tempi da Antonioli, ndr) ma non era facile perché Castellini mi stava chiudendo lo specchio della porta. Inoltre, in un’altra azione sono stato trattenuto qualche secondo prima di calciare in porta: quel fallo avrebbe meritato il calcio di rigore».
E la partita ha avuto una coda violenta tra i tifosi, non lontano dallo stadio Ferraris. Un ragazzo sardo, tifoso rossonero che stava raggiungendo la propria automobile, è rimasto ferito, aggredito da un gruppo di ultras sampdoriani ed è stato accompagnato all’ospedale Galliera e medicato. L’intervento della polizia ha riportato l’ordine ma dieci tifosi teppisti della squadra ligure sono stati trasferiti in Questura, nei loro confronti verrà avviata un’inchiesta.