«Galliera: o nuovo ospedale o niente»

(...) I vertici del Galliera hanno chiesto poi alla Regione di «lasciare all’ospedale i risparmi gestionali» che deriveranno dal nuovo ospedale e da un piano di pensionamenti. Il piano prevede, alla voce «fonti di finanziamento», fondi pubblici complessivi pari a 51,9 milioni. A questo si aggiunge la cessione patrimonio immobiliare, il mutuo di 75,1 milioni di euro e 1,1 milione di risorse di bilancio dell’ente, per un totale di 180 milioni euro. «Questo scenario - è stato ribadito - sarà possibile grazie a due condizioni fondamentali: il mantenimento da parte della Regione della continuità dei finanziamenti e il riconoscimento dei risparmi gestionali che dovranno restare all’Ente». Il futuro di una realtà importante della sanità genovese dipende quindi ora dalla volontà politica di portare avanti il progetto, visto che non sono percorribili né l’ipotesi di ristrutturare l’esistente (l’unica idea che c’è è vecchia di quasi vent’anni e non ha nemmeno più le caratteristiche tecniche di legge per essere portata avanti), né quella di fare il Galliera a ponente. Idea, quest’ultima, avanzata da qualcuno che evidentemente non sa (o non vuol sapere) che un progetto studiato per un sito non può essere applicato tout court a un altro, ma va rifatto dal principio. «Se l’ospedale non si farà la Corte di Conti ne chiederà ragione - ha precisato il vicepresidente - anche perché sono già stati spesi un milione e 200mila euro» . E forse alla fine non si spenderanno nemmeno 180 milioni. «Ci sono le gare, e oggi sono tante le imprese che si presentano - ha detto Romano - basti pensare che per il Bisagno se ne sono già presentate cento».
«Il progetto servirà a tutti i genovesi che - ha detto Lagostena - hanno diritto ad essere curati in un ospedale all’avanguardia come sarà il nuovo Galliera». Per quanto riguarda la quota di rischio di progetto descritta dall’advisor Deloitte nella relazione di analisi economico-finanziaria, hanno sottolineato i vertici dell’ospedale, «si tratta di una previsione che usualmente viene inserita nelle analisi di questo tipo. E così come viene segnalato il rischio di progetto, vengono anche riportate le eventuali, possibili soluzioni».
E nel frattempo? Se tutto andrà secondo i piani passeranno anni prima dell’inaugurazione. «Ciò che non funzionerà sarà riparato, è chiaro che fino all’ultimo giorno i pazienti hanno diritto ad essere curati al meglio».