Il Galliera punta al risparmio per rifare la bocca ai pazienti

Bando di concorso per forniture al Galliera. Ovvero, quando ad aver paura sono i dentisti. L’allarme viene sollevato dal vice presidente della Commissione regionale Sanità. Che guarda caso, è lui stesso odontoiatra. Uno del mestiere, che non esita a dire che il materiale comprato dall’ospedale genovese per le protesi dei suoi pazienti potrebbe non essere all’altezza della tradizione del reparto. Insomma, che si sia troppo privilegiato il risparmio a discapito della qualità.
Matteo Rosso questo allarme lo ha già lanciato più volte e in tutte le sedi. Ma il bando di concorso è andato avanti. Di più, il direttore generale del Galliera, Adriano Lagostena, gli ha risposto che «il risultato della gara non ha suscitato motivo di perplessità». Quella perplessità che Rosso, come consigliere regionale di Forza Italia, ha subito girato all’assessore alla Sanità Claudio Montaldo e al presidente della Regione Claudio Montaldo. I dubbi sono tutti legati ai risultati del bando di concorso, vinto da una società di Lucca, che offre protesi mobili e fisse, e protesi scheletrate alla metà esatta del prezzo dato come base d’asta. Un prezzo non concorrenziale per gli altri partecipanti, che ha determinato l’assegnazione della fornitura. Tutto «secondo le vigenti disposizioni di legge», come correttamente ribadisce il direttore generale del Galliera. Però nella tabella delle valutazioni date dalla commissione risulta che la società toscana vincitrice della gara abbia riscosso i punteggi più bassi ogni volta che si è trattato di giudicare la qualità dei materiali venduti. Per struttura e affidabilità ha ottenuto un «5» contro l’«8» assegnato ad altre tre società. Per la qualità dei campioni ha avuto un «26», mentre le altre hanno preso due «28», un «38» e addirittura un «40». Differenze forti, che sottolineano un giudizio netto della commissione sulla minore affidabilità del prodotto che verrà acquistato dal Galliera. Ma la «classifica» finale è stata ribaltata grazie alla voce della «percentuale sullo sconto». Solo la società di Lucca ha fatto un offerta del 50 per cento di ribasso, mentre le altre si sono fermate al 24.35%, al 20 e in due casi addirittura al 7%.
«Non mi sembra corretto che al Galliera, dove c’è un reparto molto importante e che garantisce un’elevata qualità grazie ai professionisti che vi operano, debba scegliere i materiali in base al risparmio - tuona Matteo Rosso -. Avevo avvertito del rischio ma la procedura è andata avanti ugualmente. Spero che la Regione voglia intervenire per valutare la situazione». Rosso insiste anche su un particolare. Le altre due società che hanno fatto le offerte migliori sono genovesi, operano vicino al Galliera, riescono a ottimizzare al massimo i prezzi, epperò non sono riuscite a fare uno sconto che fosse neppure la metà di quello fatto dalla società toscana che deve affrontare anche spese di viaggio e spedizione. «Una situazione quantomeno anomala», osserva il vicepresidente della commissione regionale Sanità.\