Gallinari, ciao New York Per lui l'Nba è a Denver

Maxi scambio tra New York Knicks e Denver Nuggets, l'italiano finisce in Colorado insieme a Chandler, Felton e Mozgov. Al Madison l'All Star Carmelo Anthony e Billups. Via dalle luci della Grande Mela, ma la squadra è vincente

New York - La Grande Mela la vedrà in tv o al massimo quando tornerà a giocare al Madison da avversario. Vola via il Gallo. Sacrificato sull'altare della superstar Carmlo Anthony. Vola a Denver: dal blu-arancio dei Knicks al giallo-azzurro dei Nuggets. Dai grattacieli di New York alle montagne del Colorado. Un bel salto per uno che era arrivato in Nba da (quasi) privilegiato, alla corte di Mike D'Antoni, l'ex compagno e amico di papà Vittorio ai tempi dell'Olimpia.

Il maxi scambio Danilo Gallinari, come si sospettava da giorni, finisce nel maxi scambio architettato dal genio di mercato Isah Thomas (la peggior sciagura degli ultimi 20 anni per la squadra di New York in fase di trattative). Passano in maglia Knicks Carmelo Anthony, appunto, un All Star che domenica sera giocava in maglia rossa nella sfida delle stelle a Los Angeles contro Amar'e Stoudemire (la stella ch resta a New York) e Chauncey Billups, playmaker, ex giocare dei Detroit Pistons con cui conquistò un titolo e il premio come Mvp delle finali, ma è un passato remoto, oggi ha 35 anni. Più il centro Shelden Williams e l'ala Renaldo Balkman. Insieme a Gallinari sull'aereo per Denver salgono altri due quinti della formazione titolare dei Knicks: l'ala Willson Chandler e il playmaker Raymond Felton. Più il centro di scorta, il gigante russo Timofey Mozgov. Ma non è finita. Thomas ha messo sul piatto anche la prima scelta nel 2014 e le seconde scelte del 2012 e del 2013. Più tre milioni di dollari. Il circolo si chiude con lo scambio di contorno: New York manda Eddy Curry, Anthony Randolph e altri 3 milioni di dollari ai Minnesota Timberwolves da cui riceve Corey Brewer.

Denver Nuggets Al di là del fascino di New York, però, Denver è una squadra vincente, in piena corsa per il quinto posto nei play off a Ovest, dove il livello è mediamente più alto che a Est. Mancherà Anthony e il suo posto da numero 3 toccherà proprio al Gallo: da lui i Nuggets si aspettano punti e leadership, la condizione migliore per esplodere definitivamente nella Nba. Felton (non un brutto playmaker quello visto a New York) sarà in regia al posto di Billups, con Ty Lawson (alla sua miglior stagione, sopra i 10 punti di media) a fare da rincalzo di lusso. Da guardia gioca Afflalo, con Jr Smith che entra dalla panchina. Di fiannco a Gallinari giocherà Chandler, una macchina in fase realizzativa. Porbabilmente perderà il posto in quintetto per garantire qualità da riserva l'esperto Kenyon Martin Il centro è il brasiliano Nené (15 punti e 8 rimbalzi di media), con il tatuatissimo Chris Andersen a dare una mano da rincalzo.

Un mito, George Karl In panchina Gallinari trova un mito Nba, George Karl. L'allenatore che a dicembre 2010 è diventato il settimo di tutti i tempi a conquistare quota mille vittorie in Nba. Oltre a essere un grande coach Karl è anche una persona eccezionale. Ha vinto anche la battaglia contro un cancro alla prostata nel 2005. E dopo aver guidato la selezione dell'Ovest all'All Star Game 2010 ha intrapreso una nuva lotta contro un tumore alla gola e al collo. All'inizio della stagione in corso è tornato stabilmente al suo posto, in panchina. "Sono contento che sia finita" dice Karl tirando un sospiro di sollievo dopo sette mesi di voci e trattative. "Arriva un gruppo di giovani in grado di giocare un basket entusiasmante - aggiunge -. Ci saranno momenti difficili nella ricostruzione, ma sarà divertente vedere quanto velocemente prenderà forma la squadra".