theMicam, la sfida dei mercati dalla Russia alla Cina. Pilotti: "Defiscalizzare i campionari"

Le nuove collezioni di calzature nella "vetrina globale" delle calzature in corso a Fiera Milano fino 17 fabbraio richiama buyer da tutto il mondo. Ma sanzioni e mercati esteri in crisi preoccupano e Assocalzaturifici chiede interventi di sostegno alle imprese manifatturiere come per altri settori industriali. Altrimenti l'export delle scarpe made in Italy è a rischio

Mentre visitatori e buyer hanno affollato i padiglioni di Fiera Milano per scoprire le nuove collezioni di calzature autunno-inverno 2017 in nella “vetrina globale” di TheMicam, aperto fino al 17 febbraio, l’attenzione dei calzaturieri italiani resta puntata sul mercato delle esportazioni che continua a preoccupare per le molte aree di crisi internazionali che stanno colpendo aree di vendita importanti.

Situazione negativa per molte aziende che hanno puntato molto su quei mercati, mentre da altri arrivano segnali positivi di tenuta o di crescita. Crisi petrolifera, svalutazione del rublo, tensioni geopolitiche ed embargo verso la Russia. Per l'eccellenza italiana delle calzature la “via dell’Est” è infatti problematica e si chiede aiuto al governo per provvedimenti di sostegno al settore che rimane fondamentale nel sistema produttivo coi suoi quasi 80mila occupati e 8 miliardi l'anno di esportazione. Nei primi dieci mesi del 2015 le vendite in Russia sono diminuite del 32% in volume, quelle in Ucraina del 44,6%, quelle in Kazakistan del 23,6%. Inevitabili le ripercussioni sull'export a livello mondo, sceso di quasi il 5% in volume pur segnando un ulteriore miglioramento (+2%) in valore.

"Stiamo soffrendo per le sanzioni alla Russia - sottolinea il presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti -, hanno fatto scappare i buyers russi e quelli dell'area del rublo. Il nostro governo sta superando il limite e deve intervenire in Europa e denunciare il grave danno subito dall'economia italiana". Non ci sono al mondo altre fiere così importanti e che si rinnovano continuamente come quella delle calzature dove crescono i visitatori e cresce anche la sinergia con Mipel, la rassegna specializzata della pelletteria che si svolge contemporaneamente in Fiera a Milano fino al 17 febbraio. Ma non basta. C'è bisogno di un aiuto dal governo che non può essere quella della rottamazione come per le auto o del bonus fiscale come per i mobili e l'edilizia.

"Ci venga almeno riconosciuto - aggiunge la presidente Pilotti - che noi facciamo ricerca e innovazione come il mondo della chimica o della meccanica. Ogni nuova collezione, e sono due all'anno, può costare a secondo delle dimensioni delle aziende dai 100 mila fino a 1,5 milioni di euro. Il governo ci deve aiutare approvando un pacchetto di misure che defiscalizzi i campionari. E invece finora a noi è arrivata solo la rottamazione delle aziende che non ce la fanno e chiudono…”.

Ma se per ora il governo tace, qualcosa si nuove sul fronte delle Regioni. Assocalzaturifici ha chiesto un tavolo per discutere iniziative comuni, la Lombardia ha detto sì e anche le Marche, il primo distretto italiano si muove perché il tavolo diventi realtà. Spiega Manuele Bora, assessore allo Sviluppo economico della Regione Marche: "I problemi che ha questo comparto non riguardano solo le Marche o la Lombardia, credo sia giusto riunire le Regioni per iniziative comuni. Per chiedere sicuramente il ripensamento delle sanzioni verso la Russia e cercare insieme nuovi mercati da penetrare. E' stato un errore sovraesporsi sul mercato dell’Est, mentre le calzature italiane devono avere il mondo come riferimento in un programma d'internazionalizzazione. Ad esempio penso agli Usa, all'Iran".

Secondo i dati raccolti nell’ultimo report dell’associazione di Confindustria, l’export a 10 mesi verso i mercati extra-Ue, pur in calo globalmente del 5,2% in volume, mostra una crescita del 4,7% in valore, con prezzi medi in aumento di oltre 10 punti percentuali. Note positive vengono dalla Svizzera (+14,5% in valore e +3,1% in quantità), dal Medio Oriente (+7,4%, anche se stabile in volume), e dagli Stati Uniti (+16,4% e +5,1% rispettivamente). Risultati altalenanti nel Far East, che sconta gli effetti della recessione giapponese (-13,3% quantità) e del rallentamento della Cina (-4,5% in volume, ma +16% in valore), una frenata destinata peraltro ad accentuarsi, secondo gli imprenditori presenti sul mercato cinese raggiunti dall’indagine di Assocalzaturifici. Hong Kong (+17% in valore) e Sud Corea (+32,6%) evidenziano invece performance decisamente positive, con crescite anche in volume.

“La competizione è sempre più dura e la situazione economica globale incerta e altalenante si fa sentire, ma il mercato Giapponese e quello di Hong Kong per noi restano importantissimi: la qualità del made in Italy è una carta vincente in Oriente” spiega Stefano Gamba, imprenditore del distretto toscano del Cuoio e della Pelle”. La sua azienda di Fucecchio, una Pmi con 19 dipendenti e una lunga esperienza, vende con il brand Stefano Gamba una parte importante della produzione di calzature di fascia media e medio alta su quesi mercati. E Gamba parte con i campionari al seguito per incontrare compratori e buyer perchè "non si può stare con le mani in mano, bisogna partire e cercare i clienti...". Infatti è tornato dal Giappone per essere presente con lo stand a theMicam.

“E’ importante esserci, in fiera, perché qui arrivano buyer da tutti i mercati e si aprono nuove opportunità di business, anche se per noi la via dell’Oriente è una priorità - aggiunge -. Le nostre calzature sono al 100% made in Italy per uomo e donna nella fascia trendy casual. Con le nuove collezioni proponiamo materiali particolari, suole costruite e non stampate per personalizzare al massimo il prodotto tenendo conto del comfort per chi li indossa. Scarpe di qualità per l’uso quotidiano. Quindi pellami invecchiati a mano e camosci idrorepellenti prodotti nel nostro distretto, a Santa Croce sull’Arno, suole che arrivano dalle Marche. La ricerca in fatto di stile e design è continua per proporre scarpe sportive che non rinunciano all’eleganza. Un impegno continuo che richiede investimenti rilevanti e creatività perché dobbiamo sviluppare nuovi prodotti diversificati a seconda dei mercati e dei gusti dei consumatori, il campionario ci costa in media 250.000 euro, due volte l'anno, compreso lo stilista che noi abbiamo in casa. A Hong Kong e quindi in Cina, è apprezzato il luxury ricco di accessori più vistosi e glamour, mentre in Giappone è apprezzata una maggiore sobrietà dichiaratamente italian style. Tutti però chiedono, anzi esigono, che la calzatura sia assolutamente made in Italy e questa è la forza della nostra manifattura e del nostro saper fare".