Le gambe molli della casta

E poi dicono che la casta non sa guardare in alto. Macché: spendono 2 milioni di euro solo per gli ascensori del Palazzo. L’ultimo intervento servirà a risparmiare 23 gradini, dicasi 23, alle tenere gambette degli abitanti di Montecitorio. Noi paghiamo volentieri, per carità. Basterebbe che ci dicessero quanto ci costano quei 23 gradini da eliminare. Invece niente. Tacciono. Chissà forse avranno esaurito il fiato a forza di fare le scale, poverelli. E allora avanti con l’ascensore. Fra l’altro: sapete a che uffici porta? A quelli dell’Italia dei Valori, cioè Antonio Di Pietro. Ma sicuro, proprio lui, il puro nemico della casta. Evidentemente quando sono cominciati i lavori era un po’ distratto. Che ci volete fare? Non si può mica essere severi con tutti. Resta il fatto che spendere due milioni di euro ogni anno per gli ascensori fa elevare solo la collera. Possibile che non si riesca a cambiare nulla? Non è detto: dopo la nostra denuncia di ieri sulle 50 carceri nuove di zecca dove sono recluse solo pecore e mucche, il ministro Mastella ha aperto un’inchiesta. Bene. Basta che l’inchiesta del ministro non faccia la fine delle promesse sui tagli ai costi della politica. Noi vigileremo, siamo fatti così: non abbiamo per nulla voglia di sederci. Neppure dopo aver fatto 23 gradini.