Il gambero mette d’accordo Santa Margherita e Sanremo

Ci voleva il gambero rosso a unire Santa Margherita e Sanremo: l'ottenimento del marchio Igp per il pregiato prodotto ligure è l'obiettivo che i due comuni, coordinati dalla Regione Liguria, perseguono insieme. Ieri a Slow Fish è stato infatti presentato ufficialmente il disciplinare per la richiesta al ministero delle Politiche agricole per la certificazione di qualità «Igp del Gambero Rosso di Santa Margherita e Sanremo», primo passo di un percorso rivolto alla valorizzazione di un prodotto tipico e prezioso. «L'iniziativa - spiega l'assessore regionale alle Politiche agricole Giancarlo Cassini - vuole unire due punti d'eccellenza della nostra produzione tradizionale, e tutelare il consumatore garantendo una tipicità e una tracciabilità del pescato». Secondo Alberto Banchieri, neo assessore alle Attività produttive di Sanremo, Slow Fish è la vetrina migliore per comunicare un'iniziativa di tale portata, che si rifletterà su tutti gli attori della filiera produttiva turistica, dai ristoranti alle attività ricettive.
Un soffio di storia dal «collega» di Santa, l'assessore Mauro Foppiani: «Per Santa Margherita la pesca è un'attività fondamentale, il primo nome che fu dato al paese era “Pescino” e la nostra è una tradizione antica che vogliamo mantenere e valorizzare. Quando ci è stato proposto questo progetto dedicato al gambero rosso non abbiamo esitato un attimo». È un traguardo di grande importanza, questo: fra i 152 prodotti italiani che beneficiano del marchio Igp, infatti, al momento non compare ancora nessun prodotto ittico, come evidenzia la dottoressa Nadia Repetto, la biologa responsabile del progetto.
La parola passa poi ai rappresentanti di categoria: «Nel mercato globale, la salvaguardia di un prodotto tipico rappresentata dall'Igp è un prezioso valore aggiunto» sottolinea Augusto Comes, rappresentante di Federcoopesca. E aggiunge: «Oltre all'accordo tra le amministrazioni pubbliche, è necessaria la collaborazione dei pescatori stessi». Da Legapesca la voce di Barbara Esposto conferma: «Siamo riusciti a mettere insieme le due marinerie più grandi della Liguria, che tra l'altro praticano un tipo di pesca selettiva e mirata. La cala al gambero, infatti, non incide sulle altre risorse marine». L'iter burocratico non sarà breve, ma è stato fatto un primo, importante passo verso la tutela del gusto e la valorizzazione della qualità del territorio Liguria.