Gara da 10 e lode, vinta alla sua maniera

10 e lode a VALENTINO ROSSI
Perché ha vinto una gara alla sua maniera, partendo così così e rimontando alla grande, superando in frenata prima Lorenzo, poi Pedrosa, infine Stoner. Perché ha vinto l'ottavo titolo mondiale, sesto nella classe regina, alla sua maniera, con tre gare di anticipo. Perché ha messo fine, alla sua maniera, a tutte le discussioni da bar su chi è il più forte pilota del motociclismo. Perché si inventa sempre qualcosa di speciale.
9 a CASEY STONER
Perché anche a Motegi ci ha provato in tutti i modi, confermandosi campione di razza e non una semplice meteora. Perché se non ci fosse stato lui, il mondiale sarebbe stato noiosissimo e senza alcuna incertezza sul nome del suo vincitore. Perché la sua Ducati (voto 7) va fortissimo in rettilineo, ma in curva la guida solo Casey.
8 a DANIEL PEDROSA
Non è simpatico, tutt'altro, è irritante nelle risposte a monosillabi e fa i capricci come un bimbo viziato. Ma la moto la sa guidare e quella di Motegi era pur sempre la sua prima gara sull'asciutto. Nei primi giri è stato così aggressivo da passare in frenata Stoner, guidando la testa della corsa per qualche momento. Poi ha dovuto arrendersi alla superiorità di Rossi e Stoner, ma nel finale ha resistito al folle attacco di Lorenzo.
8 a JORGE LORENZO
Ha la miglior moto del campionato, come confermano le prestazioni del compagno di squadra, ma a differenza di Rossi, lui ha le Michelin (voto 7). A Motegi, però, le gomme francesi funzionavano bene e Lorenzo è stato bravo a tenere il ritmo dei tre indemoniati. All'ultimo giro ha tentato un attacco disperato, con l'unico risultato di rischiare di cadere e di abbattere l'odiato Pedrosa.
4 AGLI ALTRI PILOTI UFFICIALI
Finiti a distanze assiderali. Qui non è questione di gomme, ma di manico: Rossi e Stoner, ma anche Pedrosa e Lorenzo, fanno un altro sport.