In gara uno contro l’altro. Il papà si schianta, il figlio diventa campione

Tragedia sfiorata nel mondiale di motonautica, l’iridato Del Pin all’ospedale. Il ragazzo conquista il titolo

La motonautica non è uno sport che smuova folle di tifosi e moltitudini di praticanti. Capita che alle gare ci siano più atleti sulla cresta dell’onda che spettatori sulla riva. Eppure anche questa disciplina di nicchia danarosa ed esclusiva riesce ad offrire in una domenica mondiale la sua bella storia di forte taglio popolare, molto più emozionante e molto più memorabile della gara stessa.

L’appuntamento è nelle acque di Barcis, in provincia di Pordenone. Qui è in programma il campionato iridato in prova unica della Formula 1000. Quattro manche da correre: tutti contro il campione uscente Roberto Del Pin, vincitore l’anno scorso in Svezia. Tra gli sfidanti c’è pure il figlio David, appena diciassette anni, ma già in età tenerissima avviato dal papà all’alta velocità anfibia.

La prima prova è subito un mezzo trionfo familiare: primo il padre, quarto il figlio. Ci sono tutte le premesse per uno storico podio domestico. Ma anche la motonautica, nel suo piccolo, è come il calcio, il basket e il ciclismo: certo che sì, una grande metafora della vita. La legge è più o meno sempre la stessa: mai esaltarsi, perché la ruota può girare da un momento all’altro.

Nella seconda manche, il papà parte malissimo. È ultimo. Ma siccome è pur sempre il campione del mondo, si lancia subito in una forsennata rimonta. Spinge e sorpassa, sorpassa e spinge. Sempre più a fondo, sempre più forte. Il coraggio e la foga lo portano però oltre i suoi stessi limiti: ad un certo punto, gli spettatori che guardano dalla riva assistono ad uno spettacolo terrificante. Roberto Del Pin, campione del mondo alla riscossa, finisce in testacoda e perde il controllo del suo scafo. Dietro, a oltre cento chilometri orari, arriva un avversario lanciatissimo, Daniele Ghiraldi, che in quei pochi attimi non può fare nulla, se non centrare e poi passare sopra lo scafo del campione. Paura e fiato sospeso. La gara viene subito interrotta, i soccorsi intervengono velocemente. Il pensiero di tutti quanti va però al figlio, che dal suo scafo ha assistito all’incidente e vive momenti interminabili di angoscia.

Fortuna vuole che come spesso succede nelle grandi carambole degli sport motoristici anche questo si riveli soprattutto chiasso e rottami. Una volta riportati a riva, il campione del mondo e il suo investitore dimostrano di non avere subito grandi danni: ricoverati poi in ospedale, risulta soltanto una frattura al braccio per il papà campione.

Il figlio David tira un sospiro di sollievo che rischia di prosciugare l’intero Adriatico. A chi gli chiede se eventualmente voglia ancora gareggiare, risponde certamente sì: per il papà, in onore del papà. Il suo unico desiderio: riportargli comunque a casa il titolo mondiale.
Dopo tre ore di sospensione, recuperati i rottami e ristabilito un minimo di calma, si ricomincia. A questo punto chiunque può intuire. Sarebbe persino inutile proseguire. In qualunque disciplina avvenga, la bella storia di sport può finire in un modo soltanto: il ragazzo, a soli diciassette anni, si carica in spalla il peso del papà sfortunato e delle glorie di famiglia, ripresentandosi al via con una grinta e una determinazione da spianare le montagne. Praticando lui un’altra disciplina, quando riavvia i motori comincia a lisciare le onde ad un ritmo forsennato e irresistibile, un ritmo che forse neanche papà. Sua la seconda manche ripetuta. Sua la terza, sua anche la quarta. Ce ne fossero cento, o centomila, sarebbero sue tutte quante. Chi lo ferma più, l’incontenibile Junior Del Pin. A chi cerca di resistergli, risponde sgasando mi manda papà.

La grande metafora della vita che è la motonautica presenta puntualmente a sera la sua morale. Più o meno, questa: ragazzo, se tuo padre si salva miracolosamente da un incidente proprio mentre sta correndo verso un altro titolo mondiale, tu hai un modo solo per festeggiare il miracolo: corri forte, più forte di sempre, e riporta a tuo padre il titolo che gli spetta.

Così avviene. Sul podio, festeggiando il titolo, David pronuncia proprio le esatte parole che qualunque film gli metterebbe in bocca: «Ho vinto per papà. Questa vittoria è sua». Esemplare, come in gara.

Curiosità, adesso, per il prossimo film. Quando Senior avrà risolto la frattura al braccio, puntualmente si ripresenterà al via. Allora sarà bello vedere che faccia farà davanti al suo avversario più forte. Gli lascerà strada o lo chiuderà alla prima boa? Come grande metafora della vita, anche la motonautica può rovinare famiglie.