La gara dei presepi si fa dopo l’ok degli islamici

Ai bimbi musulmani si è dovuto dire che Gesù era solo una «brava persona»

Franco Sala

Partecipare al concorso presepi organizzato dal comune è diventato un bel problema: occorre avere il permesso dai musulmani, i quali prima di rilasciarlo pretendono assicurazioni ben precise.
Accade a Desio, città natale di Papa Pio XI e di Don Luigi Giussani. Alla gara quest’anno ha aderito la metà delle scuole: meglio evitare contestazioni, guerre di religione. Alla scuola materna di Via Dolomiti, gli insegnanti prima di preparare la rappresentazione della Natività, hanno dovuto chiedere l’ok ai genitori della decina di bimbi islamici e il benestare è arrivato a fronte di precise garanzie. «Gli educatori – spiega l’assessore Antonio Zecchin - hanno dovuto garantire che ai piccoli musulmani avrebbero detto che il Bambinello era solo una brava persona, senza fare accenno al messaggio cristiano del Santo Natale». O così, oppure dentro la scuola la simbologia della nascita di Cristo non sarebbe comparsa neppure per sbaglio. Le maestre, decise a scansare polemiche, hanno accettato. «Un atteggiamento che non condivido – conferma Zecchin -. Di fronte a questi episodi come cristiano mi sento rabbrividire. Vorrà dire che il prossimo anno faremo di più: domanderemo ai musulmani se potremo ancora mantenere il concorso presepe. Porterò la vicenda in giunta».
A scuola insegnanti e dirigenti sono introvabili: sono tutti in vacanza. Parlano le bidelle. « Fino a tre anni fa - raccontano - si facevano presepi anche alle elementari poi, le maestre, forse per non urtare la suscettibilità degli stranieri, hanno optato per l’albero». «Gli islamici si devono adeguare alle nostre usanze» precisa l’assessore all’istruzione Bianco». Intanto l’altra notte, in Piazza Conciliazione, i soliti ignoti, per il terzo anno consecutivo, dalla capanna allestita dai commercianti hanno fatto sparire Gesù Bambino.