In gara non si pensa alle bombe

Per fortuna (si fa per dire) che la Formula 1 richiede una concentrazione tale da parte del pilota, che quando si siede nell’abitacolo e accende il motore, perde qualsiasi collegamento con altri «argomenti» che possano distrarlo. Tutto scompare dalle sensazioni del pilota, fino a che non si ferma e spegne il motore. L’ho vissuto in prima persona ai miei tempi, pericolosi per piste e macchine, quando in gara un incidente drammatico ti faceva capire che un tuo collega era rimasto coinvolto gravemente. La sua macchina magari distrutta, se non in fiamme, ti «distraeva» per un giro, poi diventava un ostacolo in pista e basta. Le emozioni riaffioravano alla bandiera a scacchi. Ecco dunque perché i piloti a Silverstone non avranno spazio nel loro cervello per il dramma di Londra.
E su un percorso storico, ma altamente professionale e impegnativo come Silverstone, i veri valori in campo nella Formula Uno 2005 sono venuti fuori. Purtroppo in questi valori per ora la Ferrari è tagliata fuori, probabilmente per più fattori, a cominciare dalle gomme, proseguendo con altri dettagli più o meno importanti di questa F2005 che non riesce ad emergere. Lo stesso Schumi sbaglia forse per qualche piccola differenza sulle pressioni delle gomme posteriori, e scompare drammaticamente dalle prime file, infilando un giro di qualifica con una progressione impressionante di errori. Ci fossero stati ancora 30 secondi di percorso avrebbe peggiorato ancora di più la sua posizione.
I forti, come già detto, sono tutti davanti, e ormai queste prestazioni sono statisticamente stabilizzate gara dopo gara. Raikkonen è velocissimo, ma con un motore fragile, quasi a far pensare che sulla sua macchina la Mercedes investa sulle prestazioni a discapito dell’affidabilità. Ma Alonso, Renault, Briatore e Michelin hanno voluto dimostrare in casa inglese che i più forti sono loro, e ci sono riusciti. Peccato per lo spettacolo: la Ferrari protagonista qui sarebbe stata strabiliante. Grande schieramento e grande gara: la speranza non muore mai, e nello spettacolo ci speriamo sempre.